Scienziato, filosofo, viaggiatore e artista. A tenere insieme queste diverse anime, nell’intensa biografia di Ernst Haeckel, era quel sano mix di spirito creativo e desiderio di conoscenza. Un ricercatore, in tutti i sensi. Haeckel fu uno tra i più importanti zoologi e darwinisti tedeschi della seconda metà dell’Ottocento, uno che si spese per divulgare la dottrina evoluzionista, non senza attingere dall’immaginario metamorfico di Goethe  e dal trasformismo di Jean-Baptiste Lamarck; dedicò tempo e forze allo studio delle specie biologiche, soprattutto in ambito marino, scoprendo, descrivendo e denominando migliaia di classi ed organismi, fino a mappare un vero e proprio albero genealogico riferito a tutte le forme di vita. A lui si deve l’introduzione di termini chiave del linguaggio scientifico moderno, dalle “cellule staminali” fino all’”ecologia”, mentre le sue teorie scientifiche e filosofiche furono oggetto di controverse dispute e a volte di interpretazioni tendenziose (ad esempio da parte del nazionalsocialismo).
E poi c’era l’arte. Che per Haeckel era essenzialmente quella del disegno e dell’illustrazione: pubblicò un centinaio di magnifiche tavole, raccolte sotto il nome di “Kunstformen der Natur” (“Forme d’arte della natura”), imamgini variopinte e dettagliate di varie specie di animali, tra cui moltissime creature degli abissi.

Avendo setacciando in lungo e in largo l’Europa, partecipando anche a spedizioni scientifiche attraverso il Mar Rosso, il Medio Oriente e l’India, lo studioso unì all’approccio teorico quello dell’indagine sul campo, dell’osservazione diretta e della pratica esplorativa, riportando nei disegni e negli acquerelli tutta la precisione e la vocazione documentativa del suo percorso, ma senza sacrificare mai un certo potere visionario, seduttivo, immaginifico. In una lettera del 1860 definiva il mestiere di zoologo come “esattamente un lavoro”, in quanto “l’elemento artistico ha tanto a che fare con quello scientifico”. Una liaison che avrebbe spopolato a partire del Novecento, continuando a svilupparsi e radicarsi, fino ai nostri giorni.
Life Forms, recente video di  Thomas Lelouch e Antoine Presles, è un tributo a questo grande personaggio: un viaggio onirico che, attraverso effetti grafici raffinati, immerge in una tempesta di forme astratte, organismi mutanti, danze luminose, coreografie cellulari, fossili, rayogrammi e suggestioni estetiche, tra biologia, zoologia marina, entomologia.
Il lavoro si avvale delle travolgenti musiche del duo Yom and Wang Li, clarinettista uno e virtuoso del marranzano l’altro, tratte dal disco Green Apocalypse. 

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Dopo questo articolo…so di non essere l unica a vedere nelle creature abissali dei potenziali e sconvolgenti capolavori..