Da quella celebre frase traboccante di utopia e di commozione, pronunciata dal principe Miškin ne L’Idiota di Dostoevskij, partiva Gian Maria Tosatti, introducendo il secondo appuntamento de La costruzione di una cosmologia: “La bellezza salverà il mondo”. Una bugia? Una speranza? Un’illusione dolce? Un segreto per pochi adepti? Un progetto audace per l’avvenire? Un ritornello demodè? Un residuo d’innocenza? Forse un po’ di tutto questo. E di ballezza si è parlato, durante questo secondo faccia a faccia negli spazi del Museo Hermann Nitsch di Napoli, insieme a Giuseppe Gallo e Andrea Mastrovito. Ancora due generazioni a confronto, ancora due artisti chiamati a riflettere intorno al senso dell’essere artisti oggi. Con che ruolo? Con che compiti? Con quali sogni, doveri, orizzonti?

Dopo Alfredo Pirri e Giuseppe Stampone, che avevano ragionato intorno al rapporto tra arte e politica, ecco il video resumè di questo lungo dibattito, dedicato al tema della bellezza tra passato e presente, sulle tracce di un’italianità dell’arte forse perduta, forse anelata, forse da ridisegnare. E se per Gallo la bellezza è morta con le Avanguardie, mentre moriva quell’aura luminosa che dall’animo giungeva alla superficie, che dallo sguardo nutriva la forma, per Mastrovito a essere scomaprsa è anche la nozione di “utilità”, lungo un tempo contemporaneo che si fonda su un’estetica dell’inutile e dell’inessenziale.
E alla fine la domanda che ritorna è sempre la stessa: per amare un territorio, per difendere un’idea precisa di bellezza, per custodire il fuoco di una tradizione, per avere a cuore una cultura, una comunità, una potenza e una possibilità proprie, se pur aperte alla differenza e alla mutevolezza, da dove ripartire? Probabilmente, suggerisce Gallo, non ne abbiamo più né il potere, né la voglia. Incontrarsi e interrogarsi è già un passo verso un tentativo di riappropriazione.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • pietro

    questo è imbarazzante.
    Sembra che in Italia i critici o i curatori non conoscano più di 10 artisti.
    Invitatno sempre gli stessi nomi.
    Cosa avrà di così interessante mastrovito da dire ??