“John Cage nella vecchia America, all’inizio della belligeranza italiana, danzava. O aveva capito tutto o proprio non aveva capito niente. Era nato l’anno scorso di 100 anni prima. Ed è morto senz’altro ridendo.  Ma non col clichè del ghigno feroce di un alcolista anarchico, è morto ridendo davvero,  perchè il ridere altro non è che la danza della bocca. Noi, per l’occasione della fine dei festeggiamenti infiniti di Cage del 2012, proponiamo, rivisitati, questi due lavori di musica da ballo, della complessiva durata di 19 minuti e 40 secondi, ballando sulle ceneri delle ricorrenze, delle date e delle nostalgie inutili”.
Con queste parole i polistrumentisti e compositori Enrico Gabrielli aka Der Maurer e Sebastiano De Gennaro presentano la loro ultima fatica, omaggio al grande John Cage, a un anno esatto dalle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita e i 20 dalla morte: un tempismo sbagliato, un tributo in forma di eco, un’imperfezione voluta che sposta in là, nel segno dell’errore, la geometria del tempo cronologico e le armonie dei rituali nostalgici.

L’opera si chiama “1940 / 19’40” – in una equivalenza magica tra data e durata – e include appunto due rivisitazioni di due brani del maestro, entrambi composti nel 1940: inciso su vinile – “per ragioni di suono e di concetto” –, disponibile anche in formato digitale e prodotto in edizione limitata da Trovarobato, il disco si struttura in un lato A, con Dance Music For Elfrid Ide, suddiviso in 3 movimenti ed eseguito da strumenti lignei, pianoforte, percussioni e drum-machine, e un lato B, con Bacchanale, composizione per pianoforte non preparato e bidoni di latta.
Ad accompagnare il primo brano del lato A c’è anche un video, realizzato da Industrie Tessili, originale trasposizione visiva della partitura sonora, sul filo di equivalenze ritmiche, formali, concettuali. L’opera si ispira al “tangram”, rompicapo cinese del XVIII secolo, il cui nome significa “le sette pietre della saggezza”. Sorta di struttura prismatica, articolata intorno a un fulcro attraverso una serie di sezioni quadrate o triangolari, il dispositivo si anima di immagini frammentate e apparentemente astratte (riprese di lembi di lenzuola e intrecci di rami, in una corrispondenza tra interni ed esterni), mentre la musica orienta l’andamento del flusso e degli incastri.
E se ad ogni segmento corrispondono un suono ed un’immagine, la tessitura visiva e uditiva avviene secondo dinamiche aleatorie, inseguendo quella logica sommersa del Caso che tanto ispirò John Cage e che nell’ambito della musica contemporanea ha rappresentato una delle direzioni più audaci e interessanti, in sintonia con certe teorie scientifiche e filosofiche fiorite nel cuore del ‘900.

John Cage, 1986. Photo credit: Akira Kinoshita, courtesy of the John Cage Trust
John Cage, 1986. Photo credit: Akira Kinoshita, courtesy of the John Cage Trust

Tra linee d’astrazione e sperimentazioni compositive, il brano scorre ipnotico e incalzante, generando intrecci percussivi dal potere immaginifico: loop caleidoscopici, che reinventano e attualizzano una memoria sonora di oltre settant’anni fa. Ancora un ricordo, un omaggio e un’interpretazione creativa della grande lezione di Cage, maestro del silenzio e del rumore, del vuoto zen e della pienezza vitale, dell’indeterminatezza e del movimento eccentrico, del suono come materia universale, non emozionale e infinitamente capace di riecheggiare tra l’uomo e la natura.
Il video di John Cage’s Dance Music for Elfrid Ide – 1° movimento arriva, in esclusiva, su Artribune Television. Un’anteprima assoluta, a pochi mesi dall’uscita della raccolta1940 / 19’40.

Helga Marsala

www.trovarobato.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.