Si chiama Last Night 2.0 ed è un gioiellino targato Histibe & Balkansky. Il primo, che risponde al nome di Maksim Alekseenko, è un versatile dj e producer cresciuto nell’ex Unione Sovietica, punta di diamante della scena electro e drum & bass russa, abile nel praticare incursioni in ambito techno, house e dub step. L’altro, all’anagrafe Ivan Shopov, è un prolifico compositore con una passione per gli pseudonimi e una vocazione per la ricerca più sperimentale, nonché un abilissimo disegnatore: attivo con diverse label, il musicista/artista bulgaro si è imposto sulla scena indie grazie al suo mix di raffinatezza elettronica, intensità emotiva, suggestioni etniche, trip idm e parentesi melodiche sature di emotività. Immagini acustiche, le sue, che materializzano l’atmosfera di certi paesaggi legati all’infanzia: il nome “Balkansky” altro non è che un omaggio alla catena montuosa dei Balcani.

Last Night 2.0 – con tanto di cover firmata da Shopov – è un’ipnotica ballata electro, disegnata da liquide evocazioni dubstep, tra tappeti ambient e un morbido avvitamento percussivo. In queste ore è arrivato sul web il video che completa il progetto, opera di Renato Marques. Esplosioni di oggetti in slow motion, spazi vuoti e nitidi, cascate di pulviscolo, arabeschi di luce, frattali di schiuma, fazzoletti di cieli grigiazzurri, congegni meccanici dissezionati e micro trasmutazioni organiche, nella penombra del quotidiano.
E poi un titolo, eloquente: The Most Basic Form of Mind Control is Repetition. Il potere dolce e insidioso di certi loop visivi, sonori, mentali: rituali con cui provare a controllare la forma mondo, la curva delle emozioni, il ritmo delle cose…

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.