film maker: Nuvola Ravera e Davide Pambianchi
produzione: Artribune Television

Con la personale di Massimo Grimaldi, dal titolo “Slideshows”, inaugura la nuova stagione espositiva del Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova. Curata da Ilaria Bonacossa e Alessandro Rabottini, la mostra raccoglie per la prima volta dei lavori realizzati dall’artista a partire dal 2003: una serie di immagini scattate in diversi Paesi, in certi casi relative a luoghi in cui è attiva Emergency, in altri scatti che immortalano gli orrori della guerra o delle celebrità del mondo del cinema. Ciascuna proiezione avviene sullo schermo dell’ultimo modello di computer Apple disponibile sul mercato nel momento in cui l’opera è stata realizzata. Nell’insieme, si configura una sorta di archeologia in divenire dell’estetica tecnologica: un set in cortocircuito che mette in discussione la funzione dell’arte nei confronti del mercato globale ma anche al cospetto di realtà drammatiche…

Massimo Grimaldi, Slideshows
29 settembre – 18 novembre 2012
www.museidigenova.it/spip.php?rubrique26

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • giorgio baselli

    L’arte come forma di ricatto sociale?

  • Merrygoround

    Cominciamo male…

  • Oggettivamente ben detto Lucarossi

  • Angelov

    Una forma dissimulata di sciacallaggio culturale, legittimata dalla crisi morale in cui versa l’intero occidente.

  • ⎨Estate⎬a project by Lucie Fontaine at Marianne Boesky Gallery

    Art as a laboratory and fitness is important because if you have the right information you can know that a young man is not only a young man but he is a father; a suitcase undone with some object inside can tell you so much and can make you avoid bad things in your future life. “Change the title” to what you see can change the world.

    Everything can go, the art works are made of a material made of place (place) and public-private relations (rays):
    place + rays =… plays ….

    No matter neither SUBJECT nor OBJECT.

    (…) plays (…):http://3.bp.blogspot.com/-K2H821clkAQ/TzBIVFgQ2BI/AAAAAAAAAGY/BtdbmTrTtTo/s1600/IMG_2531.JPG

  • marco estri

    l’arte contemporanea è alla deriva… e questo sarebbe il primo intervento della curatrice??? mamma che tristezza… continua così Bonacossa senza mai rischiare solo piccoli nomi consacrati nel giretto stretto….buon lavoro

  • Ettore

    E parla di soldi, solo di soldi, soldi da usare non per fare un “catafalco artistico, ma per spenderli “meglio”, dandoli ad emergency”. Ma che lo fai a fare l’artista allora, caro Grimaldi? Cosa ci fai, chi t’ha messo fra queste santissime stelle dell’arte contemporaneissima? Diceva Oscar Wilde:” Il mondo è un grande palcoscenico. Peccato però che i ruoli siano mal distribuiti”.

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Si! Il mondo è un grande palcoscenico e noi nasciamo senza nemmeno mezz’ora di prova. Tante persone, (non è esclusi gli artisti)o non ne hanno abbastanza coscienza. Ciò spiega la diffusione capillare del catafalchismo culturale nel cadavare agonizzante dell’arte contemporanea. Infine, gli artisti catafalchici o comunemente denominati “catafalchi viventi” (per distinguersi dalla massa amorfa), osano portare opere tombali nei musei-mausolei.

  • Attenzione! Come direbbe Grimaldi siamo tutti sotto ricatto morale, perchè ne stiamo parlando…

    Vorrei sapere quanto costano i due mac affiancati con le immagini dei reportage in africa. Qual’è il prezzo che propone al pubblico la Galleria Zero?

    Ma il prezzo andrà sicuramente bene perchè se ne stiamo parlando il lavoro “funziona”….

    Il mercato italiano dell’arte contemporanea sembra veramente un caso P-ART-MALAT (valore delle opere gonfiato arbitrariamente da pochi): dove però i collezionisti, a differenza dei risparmiatori del caso Parmalat, non protestano per non perdere in status e per paura di non rivendere più l’opera. Su questa anomalia di mercato si basa il sistema di vendite. Con la crisi le cose tendono a cambiare e quindi continuano a vivere solo le galleria italiane che possono godere del collezionismo dei nuovi ricchi (cina, russia ecc).

    .Smaterializzazione: Gino Strada e Steve Jobs: http://whlr.blogspot.it/2012/09/blog-post.html

  • Servirebbero alcuni anni di confronto critico aperto. Capacità di connettere questa critica alla vita di tutti i giorni e quindi coinvolgere ed appassionare il pubblico. Questo aiuterebbe anche i nostri Musei Amaci che sono cattedrali nel deserto e per tanto vengono ignorate dal comparto pubblico e privato. Il confronto critico aiuterebbe anche ad una maggiore apertura progettuale evitando di vedere sempre i soliti noti del sistemino italiano.

    Bisogna anche superare certi complessi di inferiorità che hanno curatori e gallerie italiane sempre rivolte ad inseguire l’estero invece di diventare guida per il resto del mondo, e quindi maggiormente interessanti agli occhi del resto del mondo. Penso all’atteggiamento di gallerie come T293, Zero, De Carlo, Noero, Continua, ancora molte esterofile e quindi deboli.

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Un aspetto deleterio dell’artista non noto è quello di imitare l’artista noto all’interno di questo corpo malato dell’arte..
      In proposito Artaud dice: ” Là où ca sent la merde, ca sent l’etre”

      • pietro c.

        siete retorici…l’arte è un cadavere. grimaldi è interessante e propone solo opere d’arte. possono essere comprate o no, whitehouse non ha capito che il suo metodo neo-post-dadaista vive solamente perchè c’è un sistema da combattere. ritengo che grimaldi sia tra i pochissimi interessanti in italia.

        • un sistema da combattere? E quale? Il sistema dell’arte è gratificato, il sistema economico politico imperante è gratificato perchè queste opere mettono a posto la coscienza dell’occidentale medio.

          L’unico sistema che viene attaccato è proprio quello che sostiene emergency: perchè questi reportage contribuiscono ad allontanare il problema nella convinzione che vada risolto quel problema lontano mentre la radice di quel problema è dentro casa nostra.

          Non esiste “ricatto morale” (Grimaldi dice che lo usa come il pittore usa il colore rosso) perchè a nessuno frega niente di quello che accade in africa, se non per qualche sporadico secondo. Grimaldi fa solo un giochino per intellettuali annoiati e snob.

          Grimaldi è un semplice duchampiano. Se vogliamo dadaista.

          • Lorenzo Marras

            Luca guarda che è evidente che ogni “sistema” vuole essere “combattuto” per la semplicissima ragione che ha tutto l’interesse a delimitare (E COSI’ RENDERE RICONOSCIBILE) il suo FUORI. Ed è esattamente il fuori che gli sta piu’ a cuore nel senso della sua “neutralizzazione”.
            Ed è inevitabile , in siffatto contesto, un destino di “neutralizzazione” quello che segna il “tema” trattato da Grimaldi perche’ svolto in un ambito gia’ sorvegliato (tanto è vero che i suoi esiti fanno nascere ovunque piu’ di un sospetto).
            Vengo al punto : l’Artista … LO ARTISTA…. è incapace di sottrarre il contenuto della sua OPERA, direi pressoche’ in modo permanente, perche’ gli interessi ultimi che porta sono altrove e non gli appartengono se non in modo marginalissimo come denaro, successo gloria e bla bla bla.

            Le etichette di dadaista o post duchampiano e boiate simili sono da lungo tempo , INSERVIBILI, non usateli perche’ OGGI sono completamente svuotati di ogni conseguenza.
            Il sistema è dentro ognuno di noi ed è qui la linea del fronte, non fuori.

          • pietro c.

            whitehouse intendevo il tuo sistema è dadaista antiartistico (non quello di grimaldi), a volte salto la punteggiatura…ma del resto le virgole servono solo a voi.

  • nene

    terribile

  • nene

    anzi, teribbbbilee

  • whitehouse intendevo il tuo sistema è dadaista antiartistico (non quello di grimaldi), a volte salto la punteggiatura…ma del resto le virgole servono solo a voi.

    pietro c.

    Dadaista antiartistico? Se mi occupo della mostra di Grimaldl non sono anti ma prendo sul serio quello che fa e me ne occupo. Cerco di capire quale sia il valore dei suoi progetti.

  • Angelov

    Consiglio la visione del film: “The Constant Gardener”, tratto da un libro di Le Carré, prima di avventurarsi in iniziative che prevedono trattamenti e aiuti medici alle popolazioni africane o esotiche in generale.