Tra Arte e Esperienza, Capitolo II – “Happening, Neo Dada, Pop Art, Noveau Realisme”

Il II episodio del documentario sui grandi movimenti artistici del secondo Novecento, fa il punto sulle realtà internazionali dell’Happening, di New Dada, della Pop Art e del Noveau Realisme, passagnando in rassegna la ricerca di artisti-icone come John Cage, Robert Rauschenberg, Andy Warhol

John Cage al piano, 1947 - courtesy of The John Cage Trust

“Tra Arte e Esperienza” – 2009
cap II – ‘Happening, Neo Dada, Pop Art, Noveau Realisme’, 29′
autore: Jade Vlietstra
regia: Tayu Vlietstra
creative: FF fusionefilm
produzione: Rai Educational – ‘Magazzini Einstein’

Una collezione di piccoli cammei storico-critici, per ripercorrere, tra foto d’archivio, filmati d’epoca, interviste, testimonianze, racconti, la parabola dell’arte contemporanea, dal dopoguerra fino agli anni Novanta. Artisti, opere, movimenti, correnti, teorie estetiche: il best of di cinquant’anni di storia dell’arte, prima sugli schermi Rai, adesso su Artribune Television.

Il secondo episodio del documentario dedicato ai grandi movimenti artistici del secondo Novecento, fa il punto sulle realtà internazionali dell’Happening, del New Dada, della Pop Art e del Noveau Realisme.
A introdurre il tema dell'”evento”, spazio di pura sperimentazione ed improvvisazione, in cui si incontravano musica, parola, danza, scultura e video, nel segno del binomio ‘arte e vita’, sono Gino Di Maggio, Presidente della Fondazione Mudima, i critici Angela Vettese e Flaminio Gualdoni, il gallerista Francesco Masnata. Tra i vari cammeo anche due frammenti di interviste a Yoko Ono e a John Cage, tra le figure più determinanti per lo sviluppo dell’happening e poi di Fluxus, insieme a George Maciunas, a Joseph Beuys, a Nam June Paik. Una frase condensa bene, nella sua paradossale ambiguità, il senso di questa straordinaria temperie culturale: “L’arte è quella cosa che rende la vita più interessante dell’arte“. Con queste criptiche parole Robert Filiou provava a suggerire quanto fosse fondamentale per Fluxus pensare a un’arte capace di trascendere se stessa, di liberarsi, di uscire fuori dalla cornice canonica dei codici rappresentativi, per tramutarsi in occasione di riavvicinamento alla vita, nelle sue pieghe più sottili e nascoste: attraverso l’arte arrivare dunque al cuore segreto dell’esistenza, tralasciando il superfluo.
Di Newd Dada e della fusione tra pratiche dadaiste e attitudine pittorica informale, derivata direttamente dall’action painting, ci parla lo stesso Robert Rauschenberg, insieme al compagno Darryl Pottorf e alla curatrice Susan Davidson, introducendo anche il lavoro di Jasper Johns.
Io sono per l’arte delle pompe di benzina bianche e rosse e delle insegne luminose a intermittenza per biscotti. Sono per l’arte Kool, l’arte 7-Up, l’arte Pepsi… l’arte 39 centesimi e l’arte 9.99 dollari”. A parlare è Claes Oldenburg e siamo già dentro la Pop Art, ovvero quel passaggio dalla tradizione astratta all’iconografia del banale, nell’epoca dei media. Andy Warhol, personaggio sorprendente, destinato a diventare un’icona assoluta dell’arte, del gusto, del pensiero contemporaneo, fu il vero cantore del Pop, poeta della ripetizione differente, della superficie, della spersonalizzazione. A un giornalista che gli chiede “Come pensa che ricorderanno andy warhol nell’anno 2020?“, lui risponde “Beh, penseranno che sono un barattolo di minestra…
Dal pop americano a quello romano, con Mario Schifano, ricordato da Francesco Clemente, Maurizio Calvesi e Fabio Sargentini.
Ultima tappa quella del Nuveau Realisme, creatura del critico Pierre Restany. L’estetica dei residui, il recupero di reperti della società, la conversione creativa dei rifiuti, sono pratiche che accomunano nomi come Christo, Daniel Spoerri, Cesar, Mimmo Rotella, Jean Tinguely. Nel tentativo di azzerare quella distanza ormai troppo ingombrante tra arte aulica e documentazione dell’ordinario, questi artisti, seocndo Lea Vergine, sono un po’ dei poeti romantici, spinti dal bisogno di salvare memorie…

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.