Autore: Alessandra Galletta
Assistente: Eleonora Valguarnera
Riprese: Andrea Giannonne
Montaggio: Cecilia Irene Massaggia
Grafiche: Laura Tonicello
Musiche: John Woodward

Dopo qualche anno di pausa, torna “Fuori Uso”, la grande rassegna d’arte contemporanea ideata da Cesare Manzo, per gli spazi in disuso di Pescara. E torna, però, in una location che non è, stavolta, fuori uso ma non ancora in uso. Parliamo della nuova struttura progettata da Mario Botta, Opera, in cui è ancora in corso il cantiere: nell’attesa che i lavori vengano terminati, l’ampio open space del parcheggio è stato adibito ad area espositiva.
A introdurvi la mostra, nel videoreport realizzato per Artribune Television da Alessandra Galletta, c’è il curatore Giacinto Di Pietrantonio, in un tour che si sofferma su alcune delle opere esposte: la selezione copre oltre un secolo di storia dell’arte, partendo da mostri sacri come Marinetti e John Cage, per arrivare a giovani italiani come Pierluigi Calignano e Matteo Fato, passando per nomi internaizonali come Rirkrit Tiravanija e Sisley Xhafa, Pistoletto

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Mi trovavo sulla costa sabato scorso per l’inaugurazione di una mia piccola personale a Termoli, così domenica ho fatto un salto a Pescara per il concerto di Wayne Shorter e Enrico Rava al Teatro D’Annunzio. Nel pomeriggio sono andato a vedere la mostra: a parte l’opera di Airò danneggiata (probabilmente dal vento) e qualche forzatura di troppo per inserire un paio di giovani artisti abruzzesi, l’operazione mi ha fatto riflettere. In particolare mi ha colpito l’eloquente silenzio dei tre pianoforti, che in quel contesto si carica ancor più di significato. Ho in mente un post sull’argomento, che spero di riuscire presto a scrivere…

  • enrico

    sei grande Giacinto!!!!

  • Mario Colombo

    E’ un miracolo riuscire ancora a fare delle mostre così. ovviamente fondate sul buoncuore degli artisti che prestano a fondo perduto le opere. Immagino abbiano pagato a malapena il trasporto e due euro di assicurazione.
    Lo strapaese di Giacinto vince sempre sopra ogni pianificazione. Propongo una fiction in cui fargli interpretare l’onorevole Di PIetro.