I Martedì Critici – incontro con Paolo Canevari
a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli
5 giugno 2012
Auditorium di Mecenate, Roma
riprese e montaggio STUDIO RAY

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Angelov

    Ad artisti Belli&Tenebrosi come costui, posso solo augurare di incrociare sul loro cammino qualche Critico-Marziano, che insegni loro come evitare di farsi troppo male da soli, e per di più, per ideali che non ne valgono la pena.

    • …e quali sarebbero “gli ideali che non ne valgono la pena” ? Ma soprattutto come e perché dovrebbe o potrebbe “farsi male da solo” ?

      • Angelov

        Ho conosciuto delle persone eccezionali, ma ovviamente non destinate come gli Artisti all’Immortalità, le quali con molta umiltà decisero di trasferirsi direttamente nei vari Teatri di sofferenza sparsi nel pianeta, per cercare di portare laggiù il loro aiuto.
        Ma ho anche conosciuto molti artisti che cavalcavano l’autolesionismo, come parte integrante ed integrata del loro Stile.
        La maggior parte lo facevano come una posa, visto che avevano sempre una robusta rete ad attenderli, quando precipitavano a volte.
        Ma ce n’era sempre qualcuno che si identificava completamente in questo assurdo ruolo.
        E per quelli come lui, il rischio è veramente reale.

  • A.S.

    aoooo