“La classe dell’arte V”
a cura di Paola Tognon
Mercoledì 30 novembre 2011
Centro Culturale Trevi, Bolzano

L’arte è un patrimonio collettivo o il privilegio di un paese evoluto abitato da persone fortunate? Le istituzioni culturali sono un soggetto attivo nello sviluppo economico e sociale? Il museo è un biglietto da visita internazionale per il suo territorio?

Intervengono:

Fabio Cavallucci, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Zamek Ujazdowski, Varsavia

Enrica Pagella, direttrice del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama e il Borgo Medievale, Torino

Marion Piffer Damiani, presidente della Fondazione Museion, Bolzano

Quinto e ultimo appuntamento per il fortunato ciclo di lezioni-talk, curato da Paola Tognon presso il Centro Culturale Trevi di Bolzano. Tra giugno e novembre 2011La classe dell’arte ha proposto a un pubblico di addetti ai lavori, o di semplici curiosi e appassionati, una serie di riflessioni sui meccanismi che regolano i diversi ambiti dell’art system, da quello storico-artistico a quello economico e culturale, passando per quello istituzionale o privato, fino a quello sociologico e tecnologico.
Ed è tutto dedicato ad una indagine intorno al ruolo dei musei questo step conclusivo, in cui quattro figure a capo di istituzioni pubbliche, legate e contesti geografici differenti, mettono a confronto esperienze di gestione, ipotesi di sviluppo e idee relative alla mission e l’identità del museo contemporaneo.
Ma tutto quello che si è detto e raccontato in questi mesi, incontro dopo incontro, non resterà unicamente nella memoria dei presenti. Sarà infatti un libro, la cui uscita è prevista per il 6 giugno 2012, a raccogliere e approfondire i temi affrontati, grazie a testi, immagini, interviste, analisi. Un viaggio tra le intricate vie del sistema dell’arte, a partire delle testimonianze e le esperienze dei relatori saliti in cattedra per La classe dell’arte.

VEDI ANCHE:

La classe dell’arte I

La classe dell’arte II

La classe dell’arte III

La classe dell’arte IV

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Cavallucci pone inizialmente il punto su due aspetti centrali: artisti e pubblico.

    In italia gli artisti sono burocrati della creatività e operai delle pubbliche relazioni; spesso schiacciati da una eterofilia cieca che li pretende scimmiottare colleghi stranieri e li pretende sempre lamentosi e in fuga dal proprio paese e dalla proprie radici.

    Il pubblico invece non c’è e quello che c’è coincide con addetti ai lavori, curiosi e loro amici poco interessati. Questo perchè il sistema dell’arte contemporanea di oggi (giovane e immaturo, si parla di 15-20 anni) si è formato in un’ italia che ha sempre osteggiato il contemporaneo e che ha traumatizzato gli operatori senior di oggi nella fase formativa (Vettese, Sacco, Di Pietrantonio, Politi, Bonami, Gioni, Cavallucci, Scardi, Pinto, Fassi ecc ecc). Questo trauma unito ad uno strabismo tra italia e agoniato sistema internazionale, ha messo questo sistema sopra inutili torri d’avorio determinando un vuoto e uno scollamento con il pubblico e il sistema politico. Il pubblico, visto come italiano medio stupido ed elettore di berlusconi, viene sistematicamente snobbato e ignorato; questo poi costringe l’offerta museale italiana (mambo, maxxi, madre, macro..ecc) ad un’offerta al ribasso con contenuti e qualità scadenti, per inseguire un pubblico abbandonato e disinteressato. E non c’è nemmeno riconoscimento politico: un vuoto in cui si insinua puntualmente lo Sgarbi di turno (l’associazione musei d’arte cont. italiani non sono mai stati ricevuti da un ministro della cultura in 10 anni di vita, il festival internazionale di faenza è stato ignorato dai media nazionali).

    Quindi ben si spiega la situazione italiana.

    Quando si propongono strade alternative si trovano come unici interlocutori gli stessi addetti ai lavori, che timorosi di delegittimare definitivamente il proprio ruolo precario, tendono ad osteggiare ogni proposta migliorativa: meglio una mediocrità generalizzata, un lamento generalizzato, dentro ai quali potersi consolare e mimetizzare (penso alla chiusura della Vettese rispetto proposte migliorative per il festival di Faenza, ma ci sarebbero mille casi di censura e omertà).

    luca rossi

    http://www.whlr.blogspot.com

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      COME FARSI ACCETTARE NEL SISTEMA DELL’ ARTE CONTEMPORANEA!!!

      Whitehouse, il sole, al tramonto si porta sempre dietro la luce naturale e lascia campo libero, nel cimitero dell’arte contemporanea italiana, a ombre serali più scure e nefaste. Tu per essere accettato in queste ombre serali nel cimitero dell’arte, cerca di procedere con calma, con la luce artificiale della tua ragione.

      Cerca di non inimicarti nessuno di questa classe dell’arte addetta ai servizi cimiteriali. Per quanto puoi cerca di mantenere buoni rapporti con queste figure intoccabili, inamovibili che operano indisturbati nel cimitero dell’arte.

      Esponi la tua proposta alternativa con tranquillità, chiarezza e vedrai che alla fine l’accoglieranno. Così anche tu potrai far parte di questo grande sistema cimiteriale dell’arte. Se insisti troppo, nel confrontarti con questa classe morta dell’arte, rischi di diventare logorroico borioso e amaro e tutti ti eviteranno. Usa prudenza nel proporre il tuo progetto alternativo dell’arte, perché, ricordati che questo sistema dell’arte è buio, paludoso e pieno di inganno.

      Cerca di spiegare agli addetti ai lavori, in termini semiologici della forma-segno, significante/ significato: un video, un’installazione, una performance e tutti gli oggetti complicati e tecnologicamente misteriosi che fanno parte della nostra vita, compreso il water e lo spazzolino da denti.

      Cerca di recitare la tua parte di bravo artista, curatore di imprese di pompe funebri – che si sente, ingiustamente incompreso ed escluso.
      Soprattutto, cerca di non ostentare cinismo verso l’arte funebre estera e nostrana e in particolare verso il pubblico fantasma.

      Non sempre è evidente che questo pubblico pensa e abbia una coscienza critica! Devi sapere una cosa importante: la stupidità nel cimitero dell’arte contemporanea è un’ottima fonte di guadagno per vecchi e nuovi ricchi.

      Buone festività

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        luca rossi, cosa fa la tua anima ?