Un servizio sulla dodicesima edizione del Premio Cairo, che incorona quest’anno l’artista toscano Giovanni Ozzola, classe ’82, il più giovane nella storia del premio.
Nelle interviste di Francesco Sala, un’introduzione del curatore, Luca Beatrice, un commento del vincitore sull’opera proposta (Don’t ask me. Ask yourself), e una’ironica chiosa del Presidente Urbano Cairo.
Venti gli artisti under 40 invitati a partecipare: a selezionarli una commissione formata da dieci protagonisti del sistema artistico nazionale. A proporre Ozzola è stata Cristiana Collu, direttrice del Museo Man di Nuoro.
La formula di quest’anno ha previsto l’ideazione, da parte di ognuno degli artisti in concorso, di un nuovo progetto elaborato per l’occasione.
La mostra che ospita le opere di tutti i partecipanti è in corso fino al 1 Novembre 2011 presso il Palazzo della Permanente di Milano.

XII Premio Cairo
servizio di Francesco Sala
riprese di Mattia Baretta
Produzione: Artribune Television

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Luca Beatrice: “la grande innovazione è che abbiamo chiesto un progetto”. LA GRANDE INNOVAZIONE???????????????????? Ma se siamo bombardati di progetti e progettini…come si fa a parlare di innovazione?….ma come è possibile…???

    Giovanni Ozzola, vincitore: “abbiamo sempre una visione composta dai lati che ci compongono…dai lati estremi, dalle ENERGIE ESTREME che ci muovono….”

    Non ho parole.

    • Beatrice e Ozzola rappresentano al meglio un tipo di arte legata ad una concezione artificiale e accessoria. Ikea evoluta appunto. Comanda il contorno, le opere e gli artisti sono marginali, ma senza consapevolezza; dentro una sorta di inganno speculativo per cui l’idea di arte viene sfruttata per accarezzare l’aperitivo e l’idea glam di EVENTO.

      Spesso questo tipo di approccio genera Ikea evoluta (come il 90% del padiglione italia curato da Luca Beatrice nel 2009 alla Biennale di venezia). Ma allora, l’ikea originale, con le sue stampe e i suoi quadri in serie, appare meno pretenziosa, più genuina e più in linea con il nostro tempo. Più sincera ed autentica, e quindi di maggiore Valore.

      Ecco un esempio di ikea evoluta, “il mare in salotto” (senza che questa opera possa ricondursi all’interno di un percorso incidente dell’artista che non sia quello di compiacere un certo gusto all’arredo da interni):

      http://www.galleriacontinua.com/italiano/mostra.html?id_mostra=208

      • A me sembra che quella dell’ikea evoluta (ovviamente opportunamente argomentata) non sia gossip. Vi piacerebbe lo fosse :)

    • cinzia

      una domanda…ma il lavoro che ha vinto non è uno still da un video già fatto? i progetti presentati non dovevano essere inediti?

  • paolo

    meglio tornare al decreto legge per lo sviluppo:

    Masturbazione in stazione!

  • ract

    hahaha!
    i lati estremi che ci compongono? ma che sta dicendo??
    il ragazzo è un po’ ubriaco
    ttoglietegli il vino! alle 17 del pomeriggio ha già la bocca impastata..

  • Noia

    Ecco come si tenta di costruire una carriera da artista sul nulla.
    Continua.

  • Simo

    anche il Premio Cairo oramai rispecchia la leggerezza assoluta che ci circonda!
    e questo giovane vincitore fa da ciliegina sulla torta!
    non si sa quello che dice ne quando parla, ne quando rilascia interviste!
    spererei che quello che non riesce a dire a parole si spieghi meglio col lavoro!
    ma con una galleria potente alle spalle come la sua è facile arrivare ovunque!
    ma la domanda che mi sorge spontanea è: COME C’è ARRIVATO ALLA CONTINUA??? DIETRO QUEL SUO COGNOME QUALE ARCANO SI NASCONDE???
    ahahahahahah
    rido per non piangere!!

  • giorgio

    ma qualcuno in grado di fare una critica? sul lavoro dell’artista intendo?
    fate solo commenti personali e per di più triviali.
    povera italia!

  • whitehouse

    Premio Cairo. Ennesima arma di illusione e delusione di massa.

    Quale ruolo, e quale sostenibilità futura, oggi per il giovane artista?

    Gli artisti invitati sembrano i pretesti per il contorno, esattamente come successo per il Padiglione Italia curato da Sgarbi. Non c’è alcuna messa in discussione di linguaggi ormai fuori dal tempo, che resistono solo perchè difesi sopra torri d’avorio da 4 operatori in croce (che lavorano nelle accademie italiane, terrore).

    Ma i giovani artisti, semmai sovvenzionati dal vero ammortizzatore sociale della giovane arte italiana (la nonni genitori foundation), sono ormai condannati ad una sindrome arrendevole, semmai rifugiati sul romanticismo del proprio ego-artista fine a se stesso. Dov’è il centro delle opere?

    Giovanno Ozzola. Neanche così male. Per quanto la sua non possa che essere il punto più alto dell’ikea evoluta. Mettiamoci il mare in salotto!!!:

    http://www.galleriacontinua.com/italiano/mostra.html?id_mostra=208

    In lui c’è una certa attenzione tecnica e correttezza formale. Si vende bene ed è ikea evoluta. Niente di male in questo. C’è molto di peggio. A volte delle opere eleganti, vagamente poetiche e legate ad una certa idea rassicurante di bellezza, sono assolutamente accettabili. Ma non credo che questa sia propriamente Arte con la A maiuscola. Credo che stiamo parlando di una raffinata tipologia di “artigianato dell’arte contemporanea”. Tipologia che a volte ha molto più valore e dignità di certe opere che tentano pretenziosamente di essere arte.

    Poi a volte si riesce a fare male anche l’ikea evoluta (95% del padiglione italia di luca beatrice nel 2009). Ma questo è un altro discorso.

    luca rossi

    • giorgio

      Rileggevo e mi chiedevo quale fosse per te l’arte con la A maiuscola.
      Ne deduco che gli artisti dalla A maiuscola per te siano sconosciuti e fuori da ogni tipo di mercato. Comunque anche se non trovo che sia il caso in questione, a volte la serialità fa parte del lavoro dell’artista. Dell’artista e del giornalista. Poi addirittura ci sono i blogger che sfruttano ogni tipo di media pur di copiare e incollare post per far parlare di se. Tornando a noi credo vista tutta la disquisizione che a parer vostro venga proprio a mancare la figura del curatore del premio. Come potremmo non essere d’accordo. Ma non abbiamo sentito altri commenti così sulla giuria che alla fine ha scelto, ne da parte degli altri artisti (gli invitati al premio, non i sedicenti frustrati che lasciano qui commenti vuoti) che sanno quanto sia duro emergere nel mondo dell’arte. Io ripeto bravi tutti, gli artisti. Ma basta con questi commenti, come il tuo per l’appunto che non si possono altro che definire da dopo partita (rimanendo in tema con le citazioni del curatore).

      • Cerchiamo di stare sul tema. Non è un problema di giuria (ogni scelta sarebbe stata criticabile, probabilmente), ma una problema di linguaggio e di ruolo. Mercoledì uscirà su Whitehouse un’intervista a Cattelan, in cui parliamo proprio di questo.

        LR

  • whitehouse

    chiaramente dopo l’intervista la mia opinione è drammaticamente scesa…ma questo conterà poco per Ozzola e la galleria Continua; perchè il punto sono anche i collezionisti distratti, che cercano spesso solo un modo “raffinato e stavagante” per arredare casa. Ozzola e la Continua rispecchiano giustamente un certo pubblico che non capisce che spesso l’ikea originale è molto più genuina, sincera e ricca di valore.

    LR

  • hm

    bello scrivere un commento alle 2:54 e il commento successivo alle 2:00 . fa molto ritorno al futuro . peccato che l’orologio da muro dell’ikea non si autoregoli . giovanno ozzola poi non mi sembra un tipo da casio, è più da swatchetto vintage . non capisco perchè non vendano anche gli swatch all’ikea, fanno troppo pandan con la libreria billy e il divano pippi . dovrebbero fare una joint venture così all’uscita mentre compri i biscotti burrosi ti scegli anche lo swatch .

  • pasquale

    che commenti densi !
    I più fini sguardi critici di questa Italia commentano!
    Non si fermano all’apparenza nè alle parole dette ad un inaugurazione…
    Prima di sentenziare guardate il lavoro e possibilmente non solo alle fiere.
    Fate autoerotismo per livorosi.
    Auguri
    Pasquale

  • giorgio

    per essere chiamato artista un’artista deve vendere e vivere del proprio lavoro.
    difficile uscire da schemi commerciali se si vul fare il proprio lavoro.
    il resto sono ipocrisie.
    credo anche che non si possa basare un proprio giudizio su una intervista, di interviste ozzola ne ha rilasciate diverse. tutto questo non per il fatto in se, ma perchè odio profondamente tali commenti e critiche che sempre seguono un premio.

    • hm

      ma sì infatti, anche il tabaccaio che vende le cartoline simil lavori di giovannozzola sotto casa mia è un artista . alcune hanno i fiorellini le porte aperte e i fulmini in mare, sono proprio carine, però secondo me sono meglio quelle coi gattini i pupazzi di neve e le stellucce marine .

    • a a a a a a attenzione

      Ok vivere del proprio lavoro, ma uno studio di design raffinato è uguale a quello che intendiamo per artista?

      A me va anche bene la contaminazione arte/altri settori (apprezzo murakami, hirst, cattelan), ma ci vuole grande consapevolezza, se no si prende in giro se stessi e gli altri. Ozzola fa Ikea evoluta. E la cosa è assolutamente rispettabile. E neanche facile. Ma se questo è il modello di “artista” che abbiamo oggi in italia, dico che siamo messi male.

      LR

      • giorgio

        bene su un punto siamo in accordo.
        il fatto è a volte ci si trova davanti a cose che non riusciamo a capire per mancanza di elementi, nostri e personali. è un percorso che non abbiamo mai intrapreso e manchiamo di sensibilità, per questo non ci arriviamo. sei proprio tu a parlare di consapevolezza.
        tu mi dirai che parli della consapevolezza dell’artista, ed io potrei parlarti della consapevolezza della giuria, tornando al tema originario della conversazione.

        visto che io non faccio il curatore ne tantomeno il blogger ti invito a leggere questo testo di chi sicuramente scrive meglio di me. lo puoi trovare qui:
        http://www.artext.it/Giovanni-Ozzola.html

  • giorgio

    mi riferivo alla figura dell’artista in genere.

    non dubito che la tua sensibilità ti porti verso gattini, pupazzi di neve e le stellucce marine.

    • hm

      forse è la tua che ti porta verso jovanozzola, non confondiamo .

  • giorgio

    se rileggi i commenti he hanno un senso magari ti rendi conto di essere fuori tema.
    magari questo artista ti rimane antipatico, però voglio dire: è cosa tua personale.
    quello che contesto è la totale mancanza di senso critico verso il lavoro.
    … i commenti sulla persona si trovano sui giornali di gossip.
    o vogliamo fare anche gossip anche nell’arte contemporanea?
    conosci il suo lavoro? quello degli altri artisti? la giuria? da chi sono stati nominati gli artisti? chi ha scelto queste persone. proprio dovessi fare un commento su questa edizione del premio mi sembra che l’unico ad uscirne male sia il curatore stesso, che si tira volutamente la zappa sui piedi, demolendo quello che lui ha curato, tirando fuori addirittura temi calcistici. bravo il vincitore, bravi gli altri artisti selezionati. loro ci sono, hanno lavorato per arrivare a questo, perciò mi viene da dire che noia! questi commentucci scialbi e da gossip teneteveli per voi o scriveteveli in facebook! avete sbagliato piazza!

    • hm

      il lavoro è già stato criticato, pure troppo visto che non c’è molto da criticare . se non comprendi le similitudini è una problema tuo . no non mi è antipatico visto che non lo conosco e non ho fatto nessun commento sulla sua persona, a parte il nasino rifatto della foto che il suo ufficio stampa ha spedito ovunque a quanto sembra . ho parlato delle sue operette e basta . non pervenute . per quanto mi riguarda il valore delle opere di jovanozzola è inferiore alle cartoline del tabaccaio sotto casa mia . se si evolverà non lo so, ne dubito .
      ps
      se mi rispondi personalmente clicca sul tasto replica, grazie .

  • laura
  • Alessio

    Se Giovanni Ozzola è stato premiato dalla giuria, che dovrebbe essere composta da persone competenti in materia, significa semplicemente che il suo lavoro e/o progetto presentato per il Premio Cairo è stato ritenuto quello più valido fra tutti quelli presentati. Non che gli altri partecipanti non abbiano presentato dei buoni lavori, già il fatto che partecipino ad un così importante evento artistico di livello nazionale, dovrebbe essere un premio di per sè alla loro bravura. Basta con questi inutili commenti e critiche livorose e non costruttive verso il vincitore. Il giudizio della giuria dovrebbe essere insindacabile, e voi chi siete per protestare, da quale pulpito alzate la vostra voce? Se è stato premiato vuol dire che se l’è meritato. PUNTO. Se a voi il lavoro di questo artista non piace è una vostra questione di gusto personale. Per quanto riguarda la significativa intervista di cui ci da il link la gentile Laura, possiamo notare semplicemente e con tristezza le domande aggressive e accanite della intervistatrice verso il giovane vincitore. L’artista ha risposto in maniera molto cordiale ed educata, da vero gentleman, cosa rara in questi tempi. Come si dice un vero signore! La classe non è acqua! E signori si nasce! Bravo Giovanni Ozzola continua così, farai strada, non ti curar di loro ma guarda e passa.

    Ps.: Visto che questo Giovanni Ozzola non vi piace come artista quale vostro amico/a partecipante avreste preferito premiare come vincitore?

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Quale “artista” potrebbe valere un (premio) ottenuto al prezzo dell’arbitrarietà di giurati, le cui motivazioni…, spesso, così effimere, sono sempre seguite da critiche feroci se non addirittura dall’invidia?

  • hm

    – Se a voi il lavoro di questo artista non piace è una vostra questione di gusto personale. –

    perchè il fatto che piaccia alla giuria non è una questione di gusto personale? ripigliarsi subito . ma poi giuria di che? chissenefotte della giuria . PUNTO . giuria da fiat punto .
    ps
    i nostri amici non hanno partecipato al premio carie sorry, lo hanno tutti snobbato direttamente senza pietà .

    • hm

      – E signori si nasce! –

      sì ma sul cesso si è tutti uguali e le cagate di jovanozzola sono qui per ricordarcelo . in ogni caso è divertentissimo far salire il livorometro, dai rosicate un altro po’ .

  • giorgio

    caro alessio concordo pienamente
    viva la meritocrazia

    per chi lascia commenti sciocchi e volgari:
    lavorate signori lavorate!!
    …forse arriverete

    • hm

      non hai capito, l’etica del lavoro nel caso di jovanozzola coincide con un’epic fail . cioè non puoi lavorare per giungere ai suoi risultati . no sorry . oppure puoi ma sei terribilmente scarso . come jovanotti che fa canzoni melense e si sforza di essere intonato . bisogna capire i propri lati positivi e concentrarsi su quelli —> http://www.youtube.com/watch?v=vsdylIsoVVw magari jovanozzola è più adatto a fare il venditore di souvenirs . è una questione di consapevolezza .

  • erc

    BORDI / ROSSI

  • laura
  • ludovica alfieri

    questa sì che è vera critica d’arte.
    visto che qui vi dilettate solo a far gossip sono costretta a notare che non vi intendete nemmeno di chirurgia estetica.
    cordiali saluti
    ludovica alfieri

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    ANCORA CREDETE A QUESTO PREMIO ADDOMESTICATO ALL'”ARTISTA” RACCOMANDATO? ALLORA SIETE VERAMENTE INGENUI!

    • artemide

      FAI BENE A METTERE ARTISTA TRA PARENTESI

  • Msaaisimo

    Caro Luca,

    ho visitato il tuo blog. Sicuramente ti sei inventato un linguaggio (che è una contaminazione di linguaggi, niente di strano). Mi sembra evidente perchè ci tieni così tanto a delineare l’ikea evoluta. Guardando il tuo blog è chiaro, e si capisce anche a quale tipo di arte ti vorresti riferire. Potresti diventare un blockbuster. Condivido l’opinione di Cavallucci, ma non creod si possano fare tante rivoluzioni nel sistema: ossia, la rivoluzione è portare un po’ più in là il discorso, come fai tu, e non è certo facile. Ma non so se partire dal sistema italia ti gioverà molto. E non si capisce neanche cosa vuoi fare, se il blogger, lo spettatore o l’artista….
    Anche se si può intuire anche la proiezione azzardata di Cavallucci…un sistema fatto da tante individualità, semmai in dialogo

    comunque complimenti

    M

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      ARTISTI DI BLOGGER E ARTISTI MOLLUSCHI

      Si fanno sempre più numerosi da noi gli artisti blogger che riconoscono che la l’arte e la prassi creativa deve trovare il modo di inserirsi nella realtà sociale, uscendo dal ghetto paludoso in cui l’ha cacciata questo sistema chiuso, arbitrario e autoreferenziale.

      Nella situazione di ghetto gli artisti si riproducono in assenza di pubblico: (pochi fruitori e pochi compratori). Allora dobbiamo porci la seguente domanda: Per chi si fa l’arte? A che cosa serve? A chi serve?

      Queste tre domande, oggi assillano molti artisti coscienziosi artisti che operano al di fuori di questi meccanismi perversi dettati da questo sistema paludoso, malato e marcio. Molti di loro sono giunti a riconoscere, sulla base della propria esperienza all’interno di questo sistema dell’arte, che l’alternativa non è un problema ristretto ai soli addetti ai lavori, ma un problema sociale e politico, che deve essere in quanto tale affrontato con armi diverse che non sia la solita critica canonica in seno a questo sistema malato dell’arte.

      La liberazione dell’arte e della cultura dal ghetto in cui è stata cacciata, può procedere solo a pari passo con la presa di coscienza. Questo sistema marcio dell’arte continua a far gioco con l’arte, solo attraverso gli artisti molluschi, privi di spina dorsale, pieghevoli, a seconda dell’offerta.

  • Carlo

    Eppure caro LUCA ROSSI il tuo Plays sembra proprio un lavoro di Ozzola nello specifico superficiale-under my skin….Plagio bello e buono.
    Controllare per credere
    Come si chiama chi plagia IKEA ??? Krea??
    Per essere obbiettivi bisogna prima conoscere, ricordatelo.
    Crei le tue opinioni alle fiere.
    Fai ridere.

    • SUPERFICIALE – UNDER MY SKIN
      durata 2’13’

      http://www.artext.it/video/Giovanni-Ozzola.html

      Sinossi
      Come Eadweard Muybridge sperimentava a fine Ottocento come restituire il moto degli animali o i flipbook cercano di riprodurre l’effetto animato con singoli fotogrammi, Ozzola insegue la rappresentazione del movimento della luce. Essa trova forma, nel rispetto della legge deleuziana dell’immagine-tempo, nel rimando ad un tempo medesimo che si esplicita nella relazione tra gli oggetti “spazio” (che è lo studio dell’artista) e “luce”, attraverso la differenziazione dei vari intervalli che intercorrono in questa relazione. Tali intervalli di movimento corrispondono ai singoli fotogrammi che l’artista estrae dal video e che diventano specificazioni della relazione suddetta.

      A me sembra che non c’entri nulla con “plays”. Si tratta du un video che probabilmente viene anche venduto come oggetto straordinario. O vogliamo dire che l’artista è talmente arrogante da imputare come proprio “lavoro” le luce proiettata del sole? :) E’ proprio quì il punto che Ozzola non può accettare e che sicuramente la Galleria Continua non può accettare. Poi, se vogliamo, possiamo dire tutto e il contrario di tutto. Plagio perchè fotografo la luce del sole? Questo è il livello di perversione raggiunto da un sistema chiuso e asfittico. Io non credo di essermi posto come artista in “plays”, esattamente come (in scala maggiore e politica) le rivolte in africa dl nord non sono partite dal blog di politici, ma di cittadini comuni.

      LR

      • giorgio

        certamente internet è uno spazio comune dove si può e deve dar libero sfogo alle proprie idee. ma se fossero basate sull’intelletto e non su sentimenti personali sarebbe meglio. oltretutto le tue critiche le trovo misere e vuote di qualsiasi significato, sembra che tu trovi le notizie più sensazionali per poi cercare di tirare attenzione verso di te. bel modo di lavorare! complimenti. …perchè non provi a sentire politi per un posto di lavoro in flash art. comunque per ora sembra che tu sia solo capace di copiare e incollare i soliti commenti mediocri su più pagine web.
        quando vedrò una tua recensione pubblicata, o magari che hai vinto un premio, crederò che effettivamente tu lavori. e guarda non per ozzola, ma perchè sono annoiatissimo della gente come te.
        lavora! …. e magari in altro campo.

  • laura

    guardate come il nostro giovanni si inventa molteplici identità pronte a difendere l’indifendibile… il lavoro che ha vinto cairo, caro giovanni, è finto proprio come il tuo naso. si fa vincere galleria continua perchè in una lobby conviene sempre scambiarsi favori. le due fotografie (peraltro digitali) oltre a essere banali nel soggetto e mediocri nella realizzazione sono pure sgranate nella stampa. vergogna.

    • SAVINO MARSEGLIA

      già…difendere diverse identità, perchè è privo di un’autentica identità..

  • giorgio

    rispetto alla mediocrità in cui ci troviamo ciscondati qutidianamente non mi stupisco che il sistema dell’arte stia venendo meno.
    comunque c’è chi ci pensa già da tempo http://www.nosadelladue.com/public/Report%20Bologna.pdf
    e cerca di porre rimedio

    trovo comunque che tu stia perdendo il punto in quanto ci sono diverse figure nel sistema dell’arte, ed ognuna ha il suo ruolo, operazioni scadenti e costose come questa fatte giusto per richiamare pubblico a spese del contribuente sono da condannare fermamente http://www.artribune.com/2011/05/il-pecci-e-rock/

    ma i poveri artisti che hanno partecipato sono da condannare anche loro?
    io credo proprio di no, magari aspirano ad altro….

    • giorgio

      non capisco il punto interrogativo. e non capisco il tuo vero artista con la A maiuscola. a me questa cosa della a maiuscola sembra sciocca.
      non so se hai capito il motivo dei miei commenti…
      sembra di no. e non andrò oltre, anche se ammetto smontare le tue teorie è facile ma in fondo divertente. ti invito a rileggere i commenti magari trovi il punto. con questa, basta mi annoio, e ti saluto.

  • Luca Rossi

    Il punto interrogativo perché tutte identità interrogative qui’.
    Invece hai capito tutto benissimo, e la fuga e’ la cosa piu’ facile :)

    • laura

      bravo luca è sempre lui, giovanni giovanni giovanni…
      è così vanesio. questo suo disperato difendersi lo rende quasi tenero ai miei occhi.
      non è il nostro nasone che dobbiamo condannare ma la giuria che vigliaccamente lo ha premiato.
      da oggi in poi io sarò La Grande Lesbica.

  • giorgio

    no non ci siamo proprio. mi chiamo giorgio, colleziono arte contemporanea, di professione commercialista. e credo nell’onesta intellettuale e soprattutto nel lavoro.
    non puoi agire così, defraudandomi della mia identità se pur non certificabile, per arrivare ai tuoi scopi. altrimenti non accettare scambi, sempre più che civili, su queste pagine.

    • laura

      i commercialisti non esistono.

  • angelo bellobono

    C’è un piccolo libro che dice abbastanza e che forse conoscete tutti
    Museo S.p.A la globalizzazione della cultura di Paul Werner.
    L’arte è una cosa, poi i contorni sono infiniti.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Angelo, Già, l’arte è una cosa tra le tante produzioni inutili all’interno di una società globalizzata. La pratica artistica, se rimane una cosa marginale rispetto al sistema stabilito e repressivo dell’ideologia dominante, offre, se non altro, la possibilità di contestare questa stessa società e il suo apparato economico finanziario.

    Per questa sua possibile funzione essa è una pratica utopistica negativa rivolta contro l’ordine borghese delle classi dominanti. Il problema vero è eliminare la struttura economica finanziaria che la produce?

    • Savino – I would suggest that if one has already defined the “apparato finanziaro” the way it’s been defined by Adam Smith then one will find that “pratica artistica” can be made to stand outside of it. If one redefines the system of economic exchanges in such a way that the circulation of artworks does not lie outside – well, then, one has changed the economic system and the art-making at once.

      I don’t know how things are in Italy, but at least in America and in France (where I also publish) many people are rethinking what “the economy” means, and going back to texts like Marcel Mauss, etc.

      Cordially,

      Paul Werner, New York.
      (Forgive my English. It’s better than if I tried to write in Italian!)

      • SAVINO MARSE£GLIA (artist)s.marseglia

        Dear Mr. Werner,

        I agree about your opinion. A different approach to the world of art can allow to delete radically the commodification but only we can change the economic and finanziary structure. But we cannot forget the man power. The man is the subject and not the object of the art.

        Cordially
        Savino

  • cinzia

    ma il lavoro che ha vinto non è uno still da un video già fatto? i progetti presentati non dovevano essere inediti?

  • mastrodongesualdo

    insopportabile analfabeta