La Pierre de la Folie, a cura di Alberto Zanchetta, è una delle tre mostre che compongono il primo blocco espositivo di Dolomiti Contemporanee.
Alla base del progetto la possibilità di convertire l’energia in massa, ovvero l’idea in materia (o in opera), rilevabile dai sensi. Il tutto si articola in un “macro-allestimento di micro-mostre”, riproducendo in scala dirotta il criterio espositivo di DC, che assegna ad ogni padiglione una mostra. Nel Padiglione C viene dunque ricreata la stessa modalità operativa, attraverso delle piccole rassegne interconnesse.
Partendo dal presupposto che è l’idea a creare la materia, le opere-pietre di cui viene data testimonianza non sono semplici oggetti , bensì dei processi creativi (naturali e/o artificiali). La relazione con il paesaggio dolomitico si declina quindi in “aeroliti filosofali”, “rocce alchemiche”, “pietre angolari”, “pietre di paragone”, “monoliti invisibili” e nel primigenio “Adam Kadmon”.

video shots, edit & music: Paolo Dal Pont

“La Pierre de la Folie”
a cura di Alberto Zanchetta

Artisti:
Juan Carlos Ceci, Manuele Cerutti, Fulvio Di Piazza, Andrea Facco, Daniele Giunta, Elisa Monaldi, Luca Pozzi, Lucio Pozzi, George Ernest Michael Sinclair Noble, Andrea Salvatori, Willy Verginer

Sass Muss – Sospirolo (Belluno) – Edificio Sass de Mura – Dolomiti Contemporanee
30 luglio-4 settembre 2011
www.dolomiticontemporanee.net

  • Valeria

    bella mostra, con un filo conduttore
    anche se l’allestimento è un po vuoto
    tanto spazio e oggetti troppo piccoli

    • Non ti sfiora l’idea che tanto vuoto attorno a dei piccoli oggetti sia proprio parte integrante del “filo conduttore”, del concetto, che sembri apprezzare?