Lucid Dreams, personale veneziana di Cristiano Pintaldi, è allestita nell’incantevole Ex Cantiere Navale di Castello, spazio di archeologia industriale a due passi dall’Arsenale, per l’occasione felicemente adibito a sede espositiva. Una mostra che raccoglie lavori recentissimi, molti dei quali inediti, per un totale di undici tele: opere con cui l’artista romano procede la sua indagine intorno al rapporto tra realtà e iperrealtà mediatica, immagine e simulacro, relativismo dello sguardo e consistenza dell’oggetto. Segni particolari? Quella inconfondibile pittura fatta di centinaia di pixel verdi, rossi e blu: l’infinito intreccio dell’RGB si fa materia prima di una ipervisione catodica o digitale, omologata e omologante, filtrata però dalle mille visioni possibili che ogni soggetto proietta sul reale.
Curata da Achille Bonito Oliva e inserita tra gli eventi collaterai alla 54° Biennale di Venezia, la mostra è organizzata dall’associazione non profit Opera Rebis, col sostegno di Bonato Milano 1960.

film maker: Sara Tirelli
servizio di Helga Marsala
produzione: Artribune Television