L’inaugurazione in piazza dei Cinquecento, a Roma, della statua che l’artista Oliviero Rainaldi ha dedicato al Beato Giovanni Paolo II, nel giorno del suo compleanno.

CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Povera Italia

    BEATIFICAZIONE DI UN VESPASIANO
    Quest’opera innanzitutto andrebbe dotata internamente di uno sciacquone, un impianto fognario ed un sistema di autolavaggio per preservarla dall’inesorabile destino di latrina pubblica. Probabilmente si tratta di un Vespasiano… proviamo ad analizzarla partendo da un punto di vista fisiologico. Sembra in effetti proprio la beatificazione di un vespasiano, ve li ricordate i vecchi orinatoi di Roma? Abbattuti anni fa perchè antigienici ed ora finalmente beatificati. Immaginiamo con tutti i frequentatori diurni e notturni della stazione quanti vi andranno ad espletare i propri bisogni fisiologici… Il risultato sarà l’urina dei popoli che si unisce all’interno dell’opera per dare vita al mare magnum della fratellanza cattolica… Non si può certo sottovalutare quindi la portata artistica, innovativa ed anche interattiva di questa statua, che attraverso sforzi congiunti di ordine e tipo fisiologico “coagulerà escrementi”, e riunirà l’urina dei popoli quale simbolo della “fratellanza” nella nuova società cosmopolita. Lo sviluppo innovativo ed interattivo lo si coglie proprio da questo aspetto work in progress… condito anche a livello olfattivo dai futuri olezzi ed effluvi che l’opera non mancherà di emanare! La statua che ovviamente è della mediocrità più assoluta, dimostra il livello retrogrado in cui si trova la città di Roma in rapporto a tutte le capitali europee. Ci ricorda i monumenti posti al centro delle piazze in epoche dittatoriali, e di fatto diventa la cartina tornasole di come Roma sia rimasta ai tempi del medioevo barbarico. Se oggi le commesse come questa vengono affidate in via privata proprio ad artisti del sottobosco evitando di bandire concorsi nazionali o internazionali, non ci si può poi lamentare se i risultati sono vergognosamente questi… “L’abominevole pupazzo”, o come altro vogliamo definire questo ridicolo esempio di arte contemporanea, non può che farci vergognare di come ci siamo ridotti nel paese in cui viviamo…. con i malcapitati passanti di piazza dei Cinquecento obbligati a vederlo ogni “santo giorno” in onore del Beato Santo Padre. Oggi a quanto pare si realizzano cose che non si vedono più neanche in Bulgaria, e che in Romania o in Iraq vengono fortunatamente rimosse. Va ricordato anche un altro esempio di statuaria messo in bella vista in Italia, che è la Madonna dell’autostrada di Orte. Questo pupazzo fa il paio proprio con questa Madonna che con braccia e mani retoricamente protese come un fantasma, non manca certo occasione per spaventare gli impavidi automobilisti in transito, rischiando di causare incidenti all’uscita dell’A1 ad Orte. Speriamo che l’intellighenzia romana ammesso e concesso che ve ne sia ancora, si adoperi per farlo rimuovere confinandolo magari dentro un giardinetto privato di qualche curia vescovile, nascondendolo possibilmente alla vista dei cittadini che nulla hanno fatto di male per meritarsi una simile punizione. Tra il pubblico poi vi sarà senz’ombra di dubbio chi lo eleggerà a “orinatoio” e chi invece a ricovero notturno come qualche senzatetto coperto dai cartoni. Sarà così che questo vespasiano o garitta che dir si voglia, troverà il suo riscatto artistico proteggendo il sonno dell’indigente riparandolo dal vento e dalla pioggia, mentre dai bisogni fisiologici altrui speriamo ci riescano i cartoni!