La linea d’ombra di Valerio Berruti. A Verona

MARCOROSSI, Verona – fino al 15 novembre 2016. In “Paradise Lost”, mostra divisa tra le sedi milanese e scaligera della galleria, i bambini di Berruti acquistano la propria ombra. A significare la perdita dell’innocenza e il rapporto con il doppio.

Valerio Berruti, Just Kids, 2016 – installation view in Verona
Valerio Berruti, Just Kids, 2016 – installation view in Verona

In tempi in cui l’infanzia è la vittima per eccellenza, la “serial killed”, per usare l’efficace espressione del poeta Valerio Magrelli, i bambini di Valerio Berruti (Alba, 1977) toccano in modo particolare. Tuttavia la forza dell’artista piemontese risiede nel tratto, essenziale, modernissimo, fatto di pura vibrazione, serpeggiamento di esistenza, e nei materiali a connotazione quasi archeologica, che richiamano opere d’arte involontarie, come calchi, reperti, reliquie. L’effetto d’insieme è che ci venga consegnato qualcosa da salvare, prima di tutto, alla vigilia di un grande rivolgimento.
E anche in Paradise Lost, dove l’artista, quasi a incoraggiare i pregiudizi su una poetica facile, sceglie proprio l’ombra a indicare la perdita dell’innocenza. L’ombra di lacca lucida, bituminosa degli arazzi, quella in forma di cretto nei rilievi in cemento, o quella che, nella scultura manifesto, si autonomizza dal disegno che la genera, attiene davvero ad una dimensione altra rispetto a quella in cui si muovono i bambini (il soggetto è, in realtà sempre Zeno, figlio dell’artista). Le figure infantili si stagliano con ancora maggiore assertività, eternate, in questo loro giocare con la propria ombra, in una delle attitudini più tipiche della prima infanzia, quell’assoluta capacità di presenza, di aderenza al momento, di concentrazione, prima che il mondo degli adulti insegni la dispersione. L’ombra, invece, appartiene al platonico mare della dissomiglianza, alla frammentazione dell’Io, alla dissoluzione, che pure si innesterà gradatamente nelle loro esistenze.
In Piazza Duomo il girotondo di bimbi Just Kids (stesso titolo del libro autobiografico di Patty Smith) centra la funzione interattiva, attirando al suo interno, come un coro di sirene, centinaia di passanti, che non resistono, fortunatamente, al richiamo della propria infanzia, con una sequela di selfie nella stessa posa dei soggetti. A completamento del progetto, in arrivo la videoanimazione con colonna sonora della cantautrice Joan As Police Woman.

Roberta Morgante

Verona// fino al 15 novembre 2016
Valerio Berruti – Paradise Lost. L’ombra, l’innocenza e il sole nero.
a cura di Marco Enrico Giacomelli
MARCOROSSI
Via Garibaldi 18a
045 597753
[email protected]
www.marcorossiartecontemporanea.com

Verona // fino al 15 novembre 2016
Valerio Berruti – Just Kids
PIAZZA DUOMO
Piazza del Duomo 21

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56149/valerio-berruti-just-kids/

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Roberta Morgante
Roberta Morgante è curatrice e operatrice culturale indipendente. Si è laureata in filosofia all'Università di Verona, dove vive. Ha collaborato con enti e associazioni culturali, per i quali ha realizzato esposizioni, festival, spettacoli, cicli di incontri e conferenze, dedicandosi prevalentemente a progetti su suolo e in spazi pubblici, nonché all'ideazione di percorsi di avvicinamento e partecipazione attiva di pubblici trasversali alle forme espressive artistiche contemporanee.