Dall’industria all’arte. La materia in mostra a Roma

Auditorium Via Veneto, Roma – fino al 27 giugno 2016. Con le opere di Pomodoro, Sinisca, Pepper, Carmi e Gheno, la storica sede Fintecna di via Veneto, che fu dell’IRI, diventa custode di un patrimonio artistico tra i più significativi del Novecento. Frutto, maturato nella stagione delle partecipazioni statali, della felice intuizione di riconoscere il ruolo centrale della cultura nello sviluppo d’impresa.

MetaMateria - installation view at Auditorium Fintecna, Roma 2016 - courtesy Fintecna
MetaMateria - installation view at Auditorium Fintecna, Roma 2016 - courtesy Fintecna

L’ARTE INCONTRA L’INDUSTRIA
L’opportunità di sperimentare la formidabile commistione tra arte e industria arriva nel dopoguerra, quando la ricostruzione esige un’espansione della capacità produttiva e tecnologica. Nel contempo, la spinta verso la modernizzazione del Paese e il fervore culturale alimentato dai crescenti contatti con le esperienze internazionali favoriscono la rottura con i canoni figurativi tradizionali.
In questo complesso dinamico di forze si colloca il ruolo della mano pubblica esercitato dall’IRI, che negli Anni Cinquanta avvia una stretta collaborazione con l’industria privata italiana per incentivare il comparto siderurgico. È l’occasione per promuovere anche la collaborazione dell’Italsider con artisti emergenti. Uno dei risultati è, nel ’62, la realizzazione dell’irripetibile esposizione Sculture nella Città, a Spoleto. Il centro viene invaso da opere a scala urbana di maestri internazionali, quali Moore, Marini, Arp, Manzù, Calder, Consagra, Franchina, Pepper, Pomodoro.

SIDERURGIA E CREATIVITÀ
Figura di snodo dell’iniziativa è Eugenio Carmi, che dal ’56 al ’65, è responsabile dell’immagine per l’impianto siderurgico Italsider di Cornigliano. Perseguendo fermamente l’idea che l’industria debba farsi promotrice di cultura, progetta e realizza operazioni visive e culturali d’avanguardia. Nel ’62 ottiene di ospitare all’interno delle fabbriche Italsider 10 dei 52 scultori invitati alla mostra spoletina, generando una forma di cooperazione del tutto nuova tra artista e operaio. A testimoniare gli esiti di questo connubio, una intera sala dell’esposizione è riservata alle opere di Beverly Pepper. Emblematica nella sua storia personale è proprio quella esperienza in fabbrica, dove spregiudicatamente si accosta per la prima volta alla scultura in metallo e in pochi mesi realizza all’Italsider di Piombino opere di dimensioni colossali. Contemporaneamente, Arnaldo Pomodoro all’Italsider di Lovere realizza la sua prima opera monumentale, utilizzando una tecnica di fusione del tutto nuova: una stele dalla cui superficie scavata emergono tracce che anticipano le configurazioni segniche alla base dei circuiti integrati.

MACCHINE E ARTISTI
Alle stesse intuizioni proto elettroniche approda Sinisca, che eleva ad arte la sua formazione in IBM. Dal ’58 si dedica esclusivamente alla pittura affiancata, in seguito, a grafica, design, ceramica, oreficeria, fotografia. In ogni sua opera prevale l’esigenza di rappresentare le sensazioni che l’elemento macchina produce.
Ma il mecenatismo dell’IRI, abbracciando l’intera costellazione delle sue imprese, spazia dagli arazzi dalle grandi navi (imponente quello di Capogrossi), alle comunicazioni commerciali, agli ambienti di rappresentanza.  Nel 1961 la Finsider commissiona a Luigi Gheno i pannelli per la propria Direzione Generale, un impressionante assemblaggio di elementi di fonderia, profili, chiavarde e filamenti, che emergono da una cera scura evocando una topografia metropolitana.
In questo clima di fervore intellettuale, che spazia tra arte, lettere, scienza e tecnologia, si colloca nel ’53 la pubblicazione della rivista Civiltà delle Macchine, invenzione di Leonardo Sinisgalli. I bozzetti originali per le sue copertine, presenti in mostra, costituiscono di per sé una raccolta unica nel suo genere, che Federico Zeri definì “un grande museo”. Il periodico raccoglie per 27 anni la testimonianza di un’eccezionale stagione per la cultura, che Fintecna intende oggi riattivare con una serie di importanti iniziative, tra le quali un premio per la giovane arte contemporanea e un master in collaborazione con l’Università di Tor Vergata.

Alessandro Iazeolla

Roma // fino al 27 giugno 2016
MetaMateria. Da materia d’Industria a materia d’Arte
AUDITORIUM VIA VENETO
Via Vittorio Veneto 89
06 42126630
[email protected]
www.metamateriafintecna.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52781/metamateria-da-materia-dindustria-a-materia-darte/

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Alessandro Iazeolla
Alessandro Iazeolla (Roma, 1960), Architetto iscritto all’Ordine professionale dal 1988. Ha conseguito i diplomi di maturità classica e di maturità artistica. Attualmente è quadro direttivo di una società a controllo pubblico. Ha operato dagli Anni Ottanta nel campo della ricerca storico-archeologica e della documentazione d’arte con numerose pubblicazioni su libri e periodici specializzati. Si occupa di fotografia sperimentale e di storia della fotografia e ha tenuto corsi specialistici in istituti superiori. Collabora con la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma La Sapienza per seminari di studio sul rapporto tra percezione visiva e produzione artistica. È iscritto al Ruolo dei Periti e degli Esperti in Fotografia d'Arte presso la C.C.I.A.A. di Roma. È vicepresidente di un'associazione per la promozione dell'arte con sede a Roma.