Tra umanità e tecnologia. Minus.log a Città Sant’Angelo

Museolaboratorio, Città Sant’Angelo – fino al 12 aprile 2016. La prima personale del collettivo Minus.log offre un ambiente immersivo, che lascia spazio a pause, errori e divergenze. In una dimensione sospesa, dove il pensiero incontra più umane sincronie.

Minus.log – Quello che rimane - installation view at Museolaboratorio, Città Sant'Angelo 2016
Minus.log – Quello che rimane - installation view at Museolaboratorio, Città Sant'Angelo 2016

NATURA UMANA E NATURA DIGITALE
Transitando nello spazio espositivo, la sensazione che emerge è quella di essere gli osservatori di un “incontro” vivo, corrente, tra uomo e tecnologia, espressione pittorica e linguaggio digitale. La diversità dei punti di vista permette a Minus.log (Manuela Cappucci e Giustino Di Gregorio) di analizzare in maniera approfondita il quotidiano “rapporto – non rapporto” tra la natura umana e quella digitale, evidente nei lavori in mostra, i più recenti esiti di un percorso iniziato nel 2013: installazioni audio-visive, pitture e stampe che si integrano delicatamente con lo spazio, quest’ultimo senz’altro di forte pregnanza.
Le opere entrano negli ambienti del museo, nei suoi interstizi, mettendo in risalto zone spesso poco in vista, così che l’uso sapiente della luce crea un gioco volumetrico capace di valorizzare le caratteristiche strutturali dello storico edificio.

L’ESSENZIALE È CIÒ CHE RESTA
Quello che rimane ci parla dell’essenziale, non solo estetico, ma di un processo di sottrazione sensoriale che lascia affiorare nuove significazioni attraverso stati d’animo e risonanze emotive; ed è proprio questo che colpisce nell’omonima serie Quello che rimane (2015), oli su tela quasi impercettibili a suggerire paesaggi reali ma indefiniti, come anche in Sala d’attesa (2015) e in Loop. Visione simultanea (2016), dove la ripetizione diviene visione poetica.
Nel lavoro del duo la tecnologia non è l’antagonista, ma interagisce con l’espressione manuale in un cortocircuito fra perfezione e imperfezione: tale approccio è palese in ctrl+c (2015), in cui l’imperfetta impronta umana mostra la distanza dalla linea digitale proiettata accanto a essa.

Minus.log – Quello che rimane - installation view at Museolaboratorio, Città Sant'Angelo 2016
Minus.log – Quello che rimane – installation view at Museolaboratorio, Città Sant’Angelo 2016

L’AUTENTICITÀ DELL’ERRORE
Con questa prima personale, Minus.log ci riporta a un grado zero dell’esperienza – grazie anche alla scelta di sorprendere il pubblico con un immaginario a tratti impercettibile – e, attraverso pause, silenzi, tempi dilatati (John Cage docet), superfici dai segni quasi primordiali, ci mostra con nuovi occhi delle possibilità inedite (Sleeping Beauty, 2015).
L’interazione tra uomo e tecnologia – con i suoi relativi punti di forza e debolezza – ora è una nuova realtà immaginabile, come nella serie Cure (2015) o nell’installazione audio-visiva Together/Alone (2015). L’errore umano svela la sua autenticità in No matter how many times, repeat (2015), tramite infiniti ed estemporanei errori di battitura sul web.
Decostruendone gli ordini con forme minimali e sottili interventi immateriali, l’intera mostra ci suggerisce un’inedita, e forse più sensibile, interpretazione del mondo. Spetta poi al buon osservatore saperla cogliere.

Carla Capodimonti

Città Sant’Angelo // fino al 12 aprile 2016
Minus.log – Quello che rimane
a cura di Martina Lolli
MUSEOLABORATORIO
Vico Lupinato 1
085 960555
[email protected]
www.museolaboratorio.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52037/minus-log-quello-che-rimane/