Tutte le sfumature del blu. In mostra a Roma

Frutta Gallery, Roma – fino al 5 marzo 2016. Blu è l’oceano, blu è la tristezza. La galleria capitolina ospita le molteplici sfumature di un colore-stato d’animo, interpretato da un’azzeccata collettiva di artisti.

Neal Jones, Plenty, 2012
Neal Jones, Plenty, 2012

Nel gergo americano “September Blues” è il malumore dilagante che ci coglie a fine estate, quando, pieni di dolci ricordi, ci apprestiamo a ricominciare la routine. Frutta Gallery, con il suo “blues” di gennaio, ci ricorda che la malinconia è condizione antropica di ogni stagione, una tendenza al raccoglimento necessaria per la creatività e la nostra consapevolezza.
Sono nove gli artisti coinvolti in questa meditazione, il cui effetto è un ricercato ritmo di suggestioni “blu” – per la tinta scelta o per il sentimento che le ispira – accompagnato dalle parole di William H. Gass (On Being Blue). Il blu di Lauren Gault e Catherine Biocca è una riflessione sull’adattabilità dell’acqua e sull’oceano; quello di Lindsay Lawson è il contesto triste di una fredda luce al neon. Per Neal Jones il blu esprime un senso di pienezza vitale; per Ditte Gantriis è in un’impressione nostalgica. Per Andrea Polichetti il blu è nella ruvida desolazione della quotidianità, che con Gabriele De Santis e Gizela Mickiewicz si racconta negli oggetti e nei materiali comuni, mentre con Honza Zamojski si manifesta nei nostri consueti conflitti interiori. Il mondo qui è riassunto in un colore.

Giorgia Coghi

Roma // fino al 5 marzo 2016
January Blues
artisti: Catherine Biocca, Gabriele De Santis, Lauren Gault, Ditte Gantriis, Neal Jones, Lindsay Lawson, Andrea Polichetti, Gizela Mickiewicz, Honza Zamojski
FRUTTA GALLERY
Via Giovanni Pascoli 21
06 68210988
[email protected]
www.fruttagallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51104/january-blues/

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Giorgia Coghi
Nata e cresciuta a Roma, si è laureata in Storia dell’Arte moderna presso l’Università La Sapienza con una tesi su Joseph Wright of Derby. Fa ricerca sul Settecento italiano e inglese, ma si interessa anche di arte contemporanea. Ama gli episodi di eclettismo, viaggio e trasformazione, come pure le personalità difficili da definire. Ha dedicato quindi studi particolareggiati al Grand Tour, a Roberto Sebastián Matta e soprattutto a Henry Fuseli, sul quale ha redatto una scheda di catalogo nel volume Hogarth Reynolds Turner. Pittura Inglese verso la modernità (Fondazione Roma Museo, 2014). Ha collaborato come articolista con la pagina 4Arts e come aiuto curatore con il Museo Nazionale di Palazzo Barberini, il Derby Museum and Art Gallery in Inghilterra e con alcune gallerie romane.
  • Ludovica

    Mamma mia avete stancato davvero con questi quadri con i genitali maschili, che noia!!!

    • rasoio

      ma il problema non sono i genitali maschili, che a parte ludovica (e al braghettone?) , piacciono a metà del pianeta: il problema sono i quadri. :)