Sopravvivenze quotidiane. Bill Beckley a Napoli

Studio Trisorio, Napoli – fino al 21 marzo 2016. Il linguaggio visivo di Bill Beckley approda nella galleria napoletana. Con una mostra che indaga la fotografia come uno strumento per recuperare il tempo perduto della quotidianità.

Bill Beckley – Elements of Romance - installation view at Studio Trisorio, Napoli 2016
Bill Beckley – Elements of Romance - installation view at Studio Trisorio, Napoli 2016

Le immagini fotografiche non sono solo resti del reale, sono il ritorno del rimosso. Bill Beckley (Amburgo, 1946) presenta a Napoli un’esposizione sulla narratività dell’incontro tra parole e immagini. Elements of Romance. Works from The Seventies raggruppa fotografie appartenenti alla produzione storica, cui si aggiungono acquerelli e studi. Esponente della Narrative Art, movimento degli Anni Sessanta che vede testo e fotografia come due elementi complementari, Beckley applica la struttura delle corrispondenze parallele fra scrittura e immagine per catturare il presente nelle sue sopravvivenze, tracce incancellabili di memoria che rendono fantasmatico il quotidiano. Una narrazione visiva che rigetta la nostalgia e recupera il passato, ponendo sullo stesso piano l’ora e il prima. Se, come affermava Roland Barthes, la fotografia è l’immagine morta di una cosa viva, il presente vive sugli spettri della memoria visiva di ciò che è stato.

Francesca Blandino

Napoli // fino al 21 marzo 2016
Bill Beckley – Elements of Romance. Works from The Seventies
STUDIO TRISORIO
Riviera di Chiaia 215
081 414306
[email protected]
www.studiotrisorio.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50963/bill-beckley-elements-of-romance/

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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.