Il dubbio è un beneficio. José Damasceno a Roma

Galleria Valentina Bonomo, Roma – fino al 15 febbraio 2016. La galleria capitolina ospita la prima personale di Damasceno in Italia. Un percorso tra casualità e necessità, per apprezzare l’importanza del non-senso.

Josè Damasceno, Monitor - Galleria Valentina Bonomo, Roma 2016
Josè Damasceno, Monitor - Galleria Valentina Bonomo, Roma 2016

Architetto a metà, artista in toto: José Damasceno (Rio de Janeiro, 1968) progetta, misura, studia le superfici, ma l’intento è scomporre i luoghi più che costruirli. Luoghi fisici e luoghi comuni vengono stravolti dalla sua immaginazione, che ora stimola a fantasticare su nuove prospettive possibili e significati alternativi. Una serie di tondi identici sanno dare vita a forme diverse; due scacchiere da tavolo possono creare movimento; la carta millimetrata è in grado di accogliere la creatività e raccontare storie. Nella sua personale ricerca tra Surrealismo e Minimalismo, tra casualità e rigore formale, Damasceno suggerisce l’importanza del non-senso. Gli spazi che compone, gli oggetti che congegna, non sono altro che enigmatiche proiezioni del caso.  Quegli incontri fortuiti, però, suscitano dubbi. Essi interpellano sul loro aspetto e sul perché sono lì. D’un tratto la mente, divagando e deambulando in spazi inesplorati, rivela quei misteri che la contraddistinguono e che sono alla base della vita stessa.

Giorgia Coghi

Roma // fino al 15 febbraio 2016
José Damasceno – Deambulazione e Divagazione
a cura di Elisa Byngton
GALLERIA VALENTINA BONOMO
Via del Portico d’Ottavia 13
06 6832766
[email protected]
www.galleriabonomo.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49440/jose-damsceno-deambulazione-e-divagazione/

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Giorgia Coghi
Nata e cresciuta a Roma, si è laureata in Storia dell’Arte moderna presso l’Università La Sapienza con una tesi su Joseph Wright of Derby. Fa ricerca sul Settecento italiano e inglese, ma si interessa anche di arte contemporanea. Ama gli episodi di eclettismo, viaggio e trasformazione, come pure le personalità difficili da definire. Ha dedicato quindi studi particolareggiati al Grand Tour, a Roberto Sebastián Matta e soprattutto a Henry Fuseli, sul quale ha redatto una scheda di catalogo nel volume Hogarth Reynolds Turner. Pittura Inglese verso la modernità (Fondazione Roma Museo, 2014). Ha collaborato come articolista con la pagina 4Arts e come aiuto curatore con il Museo Nazionale di Palazzo Barberini, il Derby Museum and Art Gallery in Inghilterra e con alcune gallerie romane.