Evocazioni metafisiche. Pisanelli al PAN di Napoli

PAN, Napoli – fino al 28 febbraio 2016. La Fondazione Mannajuolo e Al Blu di Prussia presentano nella location partenopea “Passage” di Geppy Pisanelli. Un viaggio pittorico che attraversa spazi desolanti e dimensioni esistenziali postumane.

Geppy Pisanelli, Passage, 2015
Geppy Pisanelli, Passage, 2015

Il Palazzo delle Arti di Napoli, con la Fondazione Mannajuolo e la galleria Al Blu di Prussia, inaugura il nuovo anno con la personale di Geppy Pisanelli (Aversa, 1971), artista visivo attivo fra Napoli e New York, che fa della pittura uno strumento per rappresentare suggestioni oniriche e narrazioni visive di porzioni interiori di realtà. La mostra s’intitola Passage e, con un corpus di oltre quaranta opere che ripercorrono la carriera dell’artista, costruisce uno scenario esistenzialista che tenta di cogliere l’infinitezza della condizione umana. I paesaggi di Pisanelli risuonano di un’ansia metafisica che dalla visione a primo piano conduce lo spettatore a una totale immersione: frammenti di cieli plumbei, deserti totalizzanti, ponti sospesi sul nulla, orizzonti incorniciati da nuvole colte al tramonto o all’alba, colori dai toni freddi e tracce di un’umanità dispersa e alienata creano un percorso immaginifico che va al di là dell’immediata percezione della realtà.

Francesca Blandino

Napoli // fino al 28 febbraio 2016
Geppy Pisanelli – Passage
a cura di Paola de Ciuceis
PAN
Via dei Mille 60
081 7958605
[email protected]
www.palazzoartinapoli.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51086/geppy-pisanelli-passage/

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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.