Atelier in mostra, anche in tempo di crisi. A Venezia

Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia – fino al 3 aprile 2016. Finalmente in mostra i dodici artisti vincitori degli Atelier 2015. Tra l’ironia e il disagio, eterogenea come di consueto, la collettiva offre un buono spaccato dell’arte italiana emergente.

Atelier 2015 - Valerio Veneruso - Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2016
Atelier 2015 - Valerio Veneruso - Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2016

L’accenno alle “tensioni, temporanee incomprensioni” nella prefazione al catalogo testimonia che quest’ultimo non è stato un anno facile per la Fondazione Bevilacqua La Masa. Ma lo storico programma degli Atelier continua, e continua a offrire un prezioso osservatorio sull’arte italiana, anche in tempi di crisi. Nella mostra di fine percorso, si nota così da subito una sorprendente, quasi totale assenza della pittura, a vantaggio d’interventi scultorei attenti alla dimensione materica dell’oggetto. Di pari passo, i video deviano verso un sempre più asciutto documentarismo, mentre le installazioni invitano all’indagine critica, e non è raro un approccio che mette da parte l’arte stessa, per farsi azione sociale. Al netto dell’ironia diffusa, si profila infine uno strisciante intimismo, che riflette le logiche di un panorama ben più esteso, quello del contemporaneo, da sempre in bilico tra schiettezza ed egotismo.

Simone Rebora

Venezia // fino al 3 aprile 2016
Atelier BLM 2015. Mostra di fine residenza
a cura di Rachele D’Osualdo
artisti: Valentina Furian, Enej Gala, Riccardo Giacconi, Caterina Morigi, Francesco Nordio, Miriam Secco, Davide Sgambaro, Sebastiano Sofia, Matteo Stocco, Valerio Veneruso, Christian Manuel Zanon, Annalisa Zegna
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA
Piazza San Marco 71c
041 5207797
[email protected]

www.bevilacqualamasa.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51388/atelier-bevilacqua-la-masa-2015/

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.