L’animismo inconsapevole di Klee. A Nuoro

MAN, Nuoro – fino al 14 febbraio 2016. L’istituzione museale sarda fa luce sul Paul Klee animista. Tra disegni a inchiostro, oli e acquarelli, un focus sull’indagine creativa dell’artista svizzero. Alla scoperta del principio vitale che ordina e regola ogni cosa.

Paul Klee, Wohin? (Junger Garten) [Dove? (Giovane giardino)], 1920
Paul Klee, Wohin? (Junger Garten) [Dove? (Giovane giardino)], 1920

UNA LEGGE CHE REGOLA IL TUTTO
Di silenzi ed epifanie si circonda il visitatore che varca la soglia delle sale al terzo piano del MAN di Nuoro, dove è allestita la mostra Paul Klee. Mondi Animati.
Una cinquantina di opere dell’astrattista di origine svizzera si schiudono nel buio e prendono vita, inquadrate da un’illuminazione morbida e circoscritta. Segni d’inchiostro danzano in un chiarore soffuso e intimo; volteggiano leggeri, sgraziati, primordiali, a volte accarezzando appena la carta da disegno, come in Horizontal – bewegt [Mosso orizzontalmente] (1924), Ballade [Ballata](1926) o ancora Ein Ende ohne Lösung [Una fine senza soluzione] (1932).
Tra incubi ammaestrati, visioni inventate e favole risvegliate, piccoli e preziosi componimenti, sia astratti che figurativi, brulicano sulla carta, lasciando trapelare quell’“unica legge che regola il tutto”, di cui Paul Klee (Münchenbuchsee, 1879 – Muralto, 1940) scrive nei suoi diari; quello spirito, o principio vitale, che dir si voglia, latente sotto la superficie della realtà, riconoscibile “anche nella più lontana fogliolina”, che genera e governa uomini, animali, alberi, architetture, oggetti. Non sarebbe sbagliato parlare di animismo, ma Klee non ne scrisse mai in questi termini.
La mostra prosegue con matite e gessetti colorati, colori a colla e grattage, acquarelli nei quali il grande pubblico riconoscerà il Klee più familiare. Composizioni ariose e rarefatte – come Verlorenes [Smarrimento] (1927) – si avvicendano a trame fitte e affollate, pullulanti di vita e movimento: a queste ultime appartengono l’acquaforte Kleinwlet [Piccolo mondo] (1914), Jene Stelle der Schlucht [Quel posto nel burrone] (1933), e anche Steinwüste [Deserto di pietre] (1933).

Paul Klee, Feigenbaum [Fico], 1929
Paul Klee, Feigenbaum [Fico], 1929
KLEE L’ANIMISTA
È una mostra costruita pezzo per pezzo, questa, mettendo assieme opere, datate prevalentemente tra gli anni Venti e Trenta, provenienti da collezioni pubbliche – fra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la GAM di Torino, il MART di Rovereto e la Pinacoteca Nazionale di Bologna – e da raccolte private, sia svizzere che italiane. Un’esposizione studiata nel dettaglio, che ha richiesto ai curatori – Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con la direzione artistica di Lorenzo Giusti e il coordinamento scientifico di Raffaella Resch – di calarsi nella scrittura di Paul Klee, di comprendere la sua ossessione archivistica del numerare ogni singola opera, per portare infine alla luce un aspetto poco noto della sua produzione. La linea seguita richiama l’approccio adottato lo scorso anno in occasione della mostra su Alberto Giacometti e sul suo rapporto con la scultura arcaica, prima tappa del programma pluriennale del MAN dedicato alla difficile impresa di raccontare qualcosa di nuovo sui grandi maestri del Novecento. Paul Klee. Mondi Animati ci riesce, specialmente mostrando quei disegni a penna poco conosciuti, che potrebbero erroneamente essere scambiati per bozzetti, visto il loro apparire non finiti, accennati, irresoluti.

Paul Klee, Wohin_ (Junger Garten) [Dove_ (Giovane giardino)], 1920
Paul Klee, Wohin_ (Junger Garten) [Dove_ (Giovane giardino)], 1920
L’ANIMA UNIVERSALE DELLA REALTÀ
Nella sala dedicata ai paesaggi, rimarcano la direzione della mostra due opere: la prima è Wohin? (Junger Garten) [Dove? (Giovane giardino)], un olio e matita su carta del 1920 che, con quel punto interrogativo, sintesi di un divenire incerto, finì nella mostra nazista di Arte degenerata nel 1937. Merita una nicchia a sé, infine, Feigenbaum [Fico] (1929), un albero con la chioma di elementi biomorfi che si sommano e sovrappongono come fossero insiemi matematici. In questo acquarello è lampante l’intenzione dell’artista di scomporre, frazionare la realtà, per raggiungere l’unità più piccola e indivisibile della materia, arrivare alla sua essenza, e rivelare quell’anima universale dell’esistente, che Klee inseguì per tutta la vita.

Marta Pettinau

Nuoro // fino al 14 febbraio 2016
Paul Klee – Mondi Animati
a cura di Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno
MAN
Via Sebastiano Satta 27

0784 252110
[email protected]
www.museoman.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49040/paul-klee-mondi-animati/

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.