L’infinito è illuminato. Paolo Scirpa a Verona

Arena Studio d’Arte, Verona – fino al 7 febbraio 2016. La galleria veronese offre una selezionata antologica in cui Paolo Scirpa propone la sua ossessiva ricerca di profondità fittizie, come modi di raggiungere una bellezza ideale e un senso di assoluto infinito. Dagli Anni Settanta a oggi.

Paolo Scirpa, Ludoscopio n. 150, Inscrivere una profondità virtuale, 1993. Cornice dorata, neon, specchi
Paolo Scirpa, Ludoscopio n. 150, Inscrivere una profondità virtuale, 1993. Cornice dorata, neon, specchi

Sono fantaspazi, quelli che costruisce Paolo Scirpa (Siracusa, 1934; vive a Milano). Sono strutture luminose che aprono la strada a una visione prospettica senza fine, a “un viaggio oltre il limite”. Dove il limite però non è “la soglia” di Fontana, che cerca ciò che sta dietro la tela, quanto piuttosto l’infinito spaziale dei suoi Ambienti, la loro dimensione dinamica, aerea, eterna. Anche Scirpa anela a qualcosa di vitalistico: si affida a convenzioni geometriche, ma per conseguire una estensione universale, “ancora tutta da esplorare”; impiega mezzi di estrema chiarezza (la luce al neon, gli specchi), ma per spingere il nostro occhio all’interno dei suoi “buchi”, al cui fondo nessuno è mai andato “per raccontarci cosa ha visto” (Bruno Munari). Anche perchè essi sono senza una reale profondità, in quanto la loro prospettiva è solo virtuale: veri tromp l’oeil che hanno il fascino spirituale dell’inganno. Ma oltre ai Ludoscopi, in mostra ci sono anche dipinti e serigrafie. Soprattutto quattro “progetti d’intervento”: fotomontaggi, in cui Scirpa inserisce in un ambiente storico le sue “messe in scena” illusorie, come supplementi d’animo, come situazioni poetiche nella poesia del luogo.

Luigi Meneghelli

Verona // fino al 7 febbraio 2016
Paolo Scirpa – La luce nel pozzo
a cura di Marco Meneguzzo
ARENA STUDIO D’ARTE
Via Oberdan 11
342 7414481
[email protected]
www.arenastudiodarte.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50407/paolo-scirpa-la-luce-nel-pozzo/

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Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.