Ipotesi evolutive. Karin Andersen a Bergamo

Traffic Gallery, Bergamo – fino al 4 marzo 2016. La galleria lombarda apre le porte alla nuova personale dell’artista tedesca. Che offre un efficace colpo d’occhio sulle proprie dinamiche creative.

Karin Andersen, Vigiliae Litoris, 2015
Karin Andersen, Vigiliae Litoris, 2015

Per la sua seconda personale, Karin Andersen (Burghausen, 1966) trasferisce in galleria una porzione del suo studio, permettendo allo spettatore di sbirciare nell’intimo di uno spazio fisico, ma anche nello spazio mentale del suo processo creativo. In mostra tre cicli di lavori: Studi di Fisiognomica Amorale, Naughty Messy Nature Portraits e Angelus Novissimus. Come suggerisce il titolo della mostra, i personaggi di Karin Andersen rappresentano l’Altro: figure umanoidi che portano con sé elementi caratteristici del mondo animale e del mondo della natura, non in un’ottica regressiva ma evolutiva. E proprio con queste sembianze l’artista si presenta sull’homepage del suo sito: l’accettazione e l’interazione con l’alterità conduce a un superamento della condizione prettamente umana, un divenire sul quale Andersen – anche attraverso l’allestimento stesso della mostra – suggerisce il proprio punto di vista, senza però imporre un’univoca chiave di lettura.

Maria Marzia Minelli

Bergamo // fino al 4 marzo 2016
Karin Andersen – Nous Autres. Studi teriografici sul divenire        

a cura di Claudia Attimonelli e Vincenzo Valentino Susca
TRAFFIC GALLERY
Via San Tomaso 92
035 0602882

[email protected]
www.trafficgallery.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48214/karin-andersen-nous-autres-noi-altri/

CONDIVIDI
Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.