Make art, not money. Pablo Echaurren a Roma

Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma – fino al 3 aprile 2016. Una personale di Pablo Echaurren lega arte, politica e comunicazione. Pittura, illustrazione e design testimoniano i decenni chiave della storia italiana recente.

Pablo Echaurren, Voglio fare una scritta, 2012, acrilico su tela, 160 x 240 cm
Pablo Echaurren, Voglio fare una scritta, 2012, acrilico su tela, 160 x 240 cm

L’ARTE E (LA) LOTTA CONTINUA
Pablo Echaurren (Roma, 1951) ha iniziato a dipingere a diciotto anni ed è stato “benedetto” dall’ammirazione di Arturo Schwarz, patron del Dada-Surrealismo e amico di Marcel Duchamp.
Contropittura – questo il titolo della sua personale alla Gnam – non è propriamente un’antologica. Sono esposti lavori dagli Anni Settanta a oggi, che spaziano dalla pittura all’illustrazione, dal fumetto al collage, dalla ceramica al design, mantenendo sempre un contatto vivo e reale con la realtà e la società. Echaurren ha fatto di tutto e per chiunque. lavorando per editoria – sua la celeberrima copertina del romanzo cult Porci con le ali – e pubblicità, ma anche per centri sociali e carceri.
Il filo rosso di tanta iperattività va ricercato nell’impegno politico che ha caratterizzato tutto il suo percorso e attorno al quale ruota il fulcro dell’esposizione: gli anni 1977-78 in cui superò l’arte a favore della “creatività della vita”, aderendo a Lotta Continua e al movimento degli Indiani metropolitani – narrato da collage surreali ispirati ai fumetti.

PER FARLA FINITA COL SACRIFICIO
Tuttavia, le opere più interessanti sono proprio quelle in cui Echaurren si abbandona ai suoi interessi privati e il suo modo di analizzare la realtà si trasferisce su carta: i Quadratini – minuscoli riquadri dipinti a smalto – illustrano tanto i miti giovanili come sesso e musica, tanto le passioni di Paino (il suo soprannome) come il collezionismo, le scienze naturali, l’arte giapponese. Stessa valenza hanno le Decomposizioni floreali, realizzate proiettando l’ombra di alcune piante sul foglio e ricalcandone il profilo per poi sfregare petali e foglie sulla carta, ottenendo una gamma di colori naturali. Qui convergono Surrealismo, segno grafico di Cy Twombly, ombre di Mario Schifano.
Fino alle ultime “pitture da muro” in cui le parole riempiono lo spazio e si cancellano a vicenda, Echaurren esprime una terza via tra il fare arte per il mercato e il fare arte per l’arte: “Non si tratta di scegliere l’arte del sacrificio contro il sacrificio dell’arte, ma piuttosto la fine del sacrificio come arte”.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 3 aprile 2016
Pablo Echaurren – Contropittura
a cura di Angelandreina Rorro
Catalogo Silvana Editoriale
GNAM
Viale delle Belle Arti 131
06 32298221
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49643/pablo-echaurren-contropittura/

CONDIVIDI
Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.