Pechino. Apre un artist run space d’eccezione

Kylin Contemporary Center of Art, Beijing – fino al 23 dicembre 2015. “Three and One Thirds: Shang Yang x Liang Shaoji x Xu Bing” non è semplicemente una mostra di tre grandi artisti, e non è neppure uno sterile accostamento delle loro tre diverse espressioni. Cos’è ve lo spieghiamo qui sotto.

Xu Bing, The Story Behind Beijing- KCCA, Beijing 2015
Xu Bing, The Story Behind Beijing- KCCA, Beijing 2015

INAUGURA IL KCCA
Per usare le parole del curatore Feng Boyi, Three and One Thirds è “la combinazione di tre volte a superare il risultato di 1+1+1” come metafora di un invisibile ma illimitato potere della realtà cinese, ancora capace di esprimere con vigore una fresca sensibilità orientale.
La mostra segna l’apertura di un nuovo e innovativo spazio espositivo: il Kylin Contemporary Center of Art. Diretto da Cecilia Freschini, il KCCA si propone come centro per l’arte contemporanea deputato alla localizzazione e alla globalizzazione dell’arte cinese, in un’ottica però internazionale, potendo contare anche in una sede londinese.

XU BING. UNA PITTURA DI LUCE E SPAZZATURA
Quello che più stupisce e, allo stesso tempo, destabilizza lo spettatore è l’installazione di Xu Bing (Chongquing, 1955) al piano superiore. The story behind: Beijing the Third Plastic Factory’s Landscape of Mountains in Autumn è un grande vetro smerigliato sul quale è riprodotto un paesaggio di un antico maestro della dinastia Song e che la luce naturale, annoverata dall’artista stesso tra i materiali di cui l’opera è costituita, attraversandolo, ne da significato. E come gli antichi erano maestri nel creare vedute spettacolari che rispecchiavano l’ambiente in cui vivevano, così Xu riproduce un landscape dal sapore contemporaneo, risultato della Cina di oggi.
Dietro a quella che sembra una grande pittura di luce, si scopre la realtà di un paesaggio composto da rifiuti di plastica di fabbriche limitrofe ed elementi e fibre, per contrapposizione, naturali. Ecco allora che il contenitore, essendo stato in origine uno spazio industriale, agisce nel creare senso all’opera e l’opera a creare uno estraniamento totale nel visitatore. Il quale, appena salite le scale, vede il retroscena, the story behind, e non capisce se qualcuno si sia dimenticato di pulire dopo l’allestimento.

Liang Shaoij, History of cocoon - KCAC, Beijing 2015
Liang Shaoij, History of cocoon – KCAC, Beijing 2015

YANG E SHAOIJ: TELE POLIMATERICHE E BACHI DA SETA
Il problema dell’ambiente viene affrontato anche da Shang Yang (Provincia di Hubei, 1942) con le sue tele polimateriche Left Mountains e Left Water. Una critica epistemologica al grande salto che ha compiuto la Cina in campo economico che nasconde, come effetto collaterale, uno sfruttamento senza controllo di risorse umane e naturali. L’osservatore potrà percepire, attraverso uno stridente accostamento di pittura e oggetti ready made, tutto il grande paradosso dello sviluppo economico cinese e il dramma vissuto dai lavoratori costretti a lasciare la propria hometown, rappresentata metaforicamente da un paesaggio montano.
Immagini di seta sono, invece, quelle proposte da Liang Shaoij (Shanghai, 1945), nella sua installazione History of Cocoon. La seta, come linguaggio espressivo, è una scelta che rimanda a un ancestrale legame con la tradizione e l’identità culturale cinese. Ma per l’artista rappresenta qualcosa di più. È un elemento che cambia i significati delle cose, chiamato, in questo caso, ad intervenire su antiche porcellane a deostruire simbolicamente il prodotto finito. Il visitatore è portato a perdersi nel tentativo di ricostruire i significati e la storia di questo materiale, a recuperare la tangibilità di oggetti avvolti, a ritrovare i confini di natura, storia a e realtà.
Three and one Thirds si rivela una mostra che fa fare i conti con la contemporanea società cinese, ma che non li fa tornare dal punto di vista matematico: 1+1+1 non equivale a tre.

Giorgia Cestaro

Beijing // fino al 23 dicembre 2015
Three and one Thirds
a cura di Feng Boyi e Wang Xiosong
KYLIN CONTEMPORARY CENTER OF ART
Chaoyang District
www.kcca.eu

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Giorgia Cestaro
Giorgia Cestaro (Padova 1988) è laureata in Storia dell'Arte Moderna presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente vive e lavora tra l’Italia e la Cina. A Pechino è un’art educator dello Ullens Center for Contemporary Art presso il 798 Art District. A Vicenza mantiene la duratura collaborazione con i Musei Civici operando nell’ambito della didattica museale come membro dell’Associazione Ardea. Con il team di Metamorfosi Gallery, invece, si occupa di curatela e organizzazione di eventi espositivi nazionali e internazionali.
  • Cecilia Freschini

    Il KCCA e’ una realta’ fondata a Londra nel 2014 da una compagnia di investimento ATTENZIONE NON E’ UN ARTIST RUN SPACE!!!!