Ingrid Hora a Bolzano. Giochi e passatempi a regola d’arte

Ar/ge Kunst, Bolzano – fino al 21 novembre 2015. La libertà è un’illusione. Nella società moderna, il tempo non è mai libero. Logiche competitive e produttive plasmano tempi e spazi condivisi. Questo il tema su cui indaga l’artista altoatesina Ingrid Hora.

Ingrid Hora - Der Grillentöter - veduta della mostra presso ar-ge kunst, Bolzano 2015 - photo aneres
Ingrid Hora - Der Grillentöter - veduta della mostra presso ar-ge kunst, Bolzano 2015 - photo aneres

Si riflette sul tempo libero all’ar/ge kunst, il cui nome vuol dire proprio il contrario, ovvero Arbeitsgemeinschaft, comunità di lavoro. La logica alla base dei gruppi che operano nelle società semi-capitaliste non è diversa quando si parla di come gestire il tempo del dopo-lavoro. Dinamiche competitive e produttive s’intrecciano a quelle più ludico-creative. Condividere spazi e tempi all’interno di una collettività significa di fatto essere sottoposti a regole che mirano a un uso produttivo del tempo.
Questo è il microcosmo da cui Ingrid Hora (Bolzano, 1976; vive a Berlino) osserva i fenomeni della società moderna. Il suo linguaggio si appropria di forme familiari trasformate secondo nuove geometrie e prospettive, per suggerire un’evoluzione all’interno di una collettività. Crea nuove storie modificando oggetti prelevati dal mondo quotidiano. A essere messo in crisi è proprio il concetto di normalità a cui sono ricondotti i comportamenti all’interno di un gruppo di persone. Lo spazio di ar/ge kunst si trasforma per l’occasione in una sorta di palestra, forse ispirandosi alle Turnplatz del mondo mitteleuropeo di inizio Ottocento, mescolando sculture a video del Coro maschile di Fiè allo Sciliar. In mostra attrezzi ginnici modificati rispetto alla loro consueta funzione, materassini che diventano le tessere del Tangram, antico puzzle cinese.

Antonella Palladino

Bolzano // fino al 21 novembre 2015
Ingrid Hora

a cura di Emanuele Guidi
coreografie di Claudio Tomasi
AR/GE KUNST
Via Museo 29
0471 971601
info@argekunst.it
www.argekunst.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47789/ingrid-hora/

CONDIVIDI
Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.