Una canzone dipinta da Gian Marco Montesano. A Lucca

Chiesa di San Matteo / Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Lucca – fino al 16 gennaio 2016. Cartoline sbiadite delle città simboliche del nostro continente. Un pennello romantico e nostalgico. E così Gian Marco Montesano saluta l’Europa che non c’è più.

Gian Marco Montesano, Wien, Prater und Riesenrad, 2015 - photo Alessandro Pisani
Gian Marco Montesano, Wien, Prater und Riesenrad, 2015 - photo Alessandro Pisani

Nella Chiesa di San Matteo, uno spazio alto quindici metri e forse più, spoglio e con i muri che lasciano intravedere gli strati di vernice, sono appesi nella penombra nove quadri di Gian Marco Montesano (Torino, 1949). Le opere di più piccola dimensione alloggiano invece nell’altro spazio della galleria di Claudio Poleschi, in via Santa Giustina, su muri bianchi. Si tratta di cartoline di città europee deserte, mute. Montesano parla romanticamente di un’Europa che ha vissuto e che ha perso la propria aura. Il fascino delle rovine è antico, ma le città rappresentate dall’artista ancora vivono ed evolvono. Addio allora a un’idea di Europa che forse non è mai esistita e che si è sgretolata come le pareti di San Matteo? Un ambiente molto nostalgico e buio avvolge in Europa Addio; Praga, Parigi, Venezia sembrano senza vita. Eppur si muovono, e noi con loro.

Irene Panzani

Lucca // fino al 16 gennaio 2016
Gian Marco Montesano – Europa addio. Das Abschiedslied
testo critico di Luca Beatrice
CHIESA DI SAN MATTEO
Piazza San Matteo 3
CLAUDIO POLESCHI
Via Santa Giustina 21
0583 469490
[email protected]
www.claudiopoleschi.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48879/gian-marco-montesano-europa-addio/

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Irene Panzani
Nata a Lucca nel 1987, vive tra la Toscana, Parigi e Istanbul. Dopo una laurea in filosofia all'Università di Pisa, si trasferisce a Parigi per amore di Maurice Merleau-Ponty e dei Daft Punk. Qui spende un anno all'Université Paris I Panthéon Sorbonne studiando l'arte relazionale e il corpo utopico di Michel Foucault. Si laurea infine in teoria dell'esposizione all'Université Paris VIII Vincennes Saint Denis con il professor Jérôme Glicenstein. Dopo varie esperienze in gallerie private, assiste i curatori del Musée d'art moderne de la Ville de Paris per la mostra “Any Ever” di Ryan Trecartin e Lizzie Fitch. Si dedica un anno alla distribuzione musicale e nel 2012 dà vita ad ab ovo, associazione interessata alla costruzione della conoscenza e alla traduzione nel campo delle arti performative. Nel 2014 è assistente curatrice della Biennale di Canakkale in Turchia e da allora si interessa particolarmente alla scena artistica di questo Paese. Scrive per le riviste francesi Mouvement e Marges, collabora con la belga Papier Machine ed è contenta di manipolare finalmente l'italiano per Artribune.