Gli anni di Weimar. Negli scatti di Salomon e Seidenstücker

Villa Massimo, Roma – fino al 12 novembre 2015. Due grandi nomi della storia della fotografia. Nelle loro opere la Germania di Weimar, dopo la Grande Guerra e prima dell’avvento del nazismo. In una mostra sorprendentemente ricca, oltre che emozionante.

Erich Salomon, Marlene Dietrich VI, 1931 - ©Rheinisches Bildarchiv, Erich Salomon
Erich Salomon, Marlene Dietrich VI, 1931 - ©Rheinisches Bildarchiv, Erich Salomon

In questi giorni all’Accademia Tedesca di Roma ci si può immergere nella vita della Germania al tempo della cosiddetta Repubblica di Weimar. Lo si può fare attraverso due grandi nomi della storia del mezzo fotografico: Erich Salomon (Berlino, 1886 – Auschwitz, 1944) e Friedrich Seidenstücker (Unna, 1882 – Berlino, 1966). Ovvero, rispettivamente, “il re degli indiscreti” – così il primo ministro francese Aristide Briand su Salomon nel 1930 – e “il fotografo del momento”, definizione che Seidenstücker diede di se stesso. Il consiglio è di accorrere: il primo è tra i fotoreporter più importanti di sempre – l’espressione “candid camera” venne coniata a proposito del suo lavoro –, mentre il secondo è un antesignano del documentarismo street. La mostra, sorprendentemente ricca, consta di ventisette scatti, più uno, opera di Lore Feininger. Uscendo, restano negli occhi atmosfere e volti dei summit politici del tempo, e le donne immortalate in strada o nell’intimità, una delle quali si chiamava Marlene Dietrich.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 12 novembre 2015
Fotografia 2 – Erich Salomon / Friedrich Steidenst
ücker
a cura e con un testo di Ute Eskildsen
ACCADEMIA TEDESCA
Largo di Villa Massimo 1-2
06 44259340
[email protected]
www.villamassimo.de

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48482/erich-salomon-friedrich-seidenstucker/

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.