Sculture nude, sculture vestite. Dominik Lang a Roma

The Gallery Apart, Roma – fino al 5 dicembre 2015. Figure nude, figure vestite. Ma non è un rapporto “vedo-non vedo” quello che Dominik Lang ingaggia negli spazi capitolini. Un rapporto affettivo tra la galleria romana e l’artista che due anni e mezzo or sono ha inaugurato la location all’Ostiense.

Dominik Lang, Random meeting, 2015 - courtesy The Gallery Apart, Roma - photo Giorgio Benni
Dominik Lang, Random meeting, 2015 - courtesy The Gallery Apart, Roma - photo Giorgio Benni

Protagonista del Padiglione Ceco e Slovacco alla 54.Biennale di Venezia, Dominik Lang (Praga, 1980) propone qui un percorso allo stesso tempo intimo, introspettivo e concettuale, ma anche espressivo. Con una plastica impeccabile anche quando appena smussata, cui fanno da contraltare puri moti d’astrazione. Protagonista – dichiarato e non – il rapporto con il padre, l’artista Jiri Lang (1927-1996) che ritorna a più riprese come Doppelgänger, spirito guida e termine di un dialogo a volte silenzioso, a volte acceso.
C’è un senso di rivalsa e di restituzione nell’opera di questo artista che cerca quasi di ritornare alla figura paterna, ostracizzata dal regime comunista, il meritato riconoscimento, sottolineandone la purezza dell’opera. Ma c’è anche la voglia di confrontarsi (forse) con il tema delle generazioni che evolvono, con il passaggio di consegna, la tradizione quasi da bottega che si realizza nella scultura. Lo dice bene Clocks going backwards (fazes of work), dove l’artista propone un calco di una scultura del padre, tuttavia innescandola e immettendo il movimento, che ritorna peraltro nel fregio della s-vestizione delle figurette Study of a pre-determined movement. O la serie dei Dressed nudes, che contrappone con una delicatezza quasi giapponese dei foulard colorati a dei disegni di Lang Senior. Dominik invece si muove come un fantasma nello spazio. Si sveste, lasciando i suoi panni stropicciati, così come smessi, “a firmare” la galleria all’ingresso (Absent author), sale le scale, con un moto di duchampiana memoria siglando nuovamente la rampa di scale con la sua impronta immortalata nel gesso (Descending the stairs).
Chiude – in maniera sempre fantasmagorica – il percorso con la rappresentazione quasi teatrale dell’intera storia (Random meeting): padre e figlio, colti nel momento che precede l’abbraccio – quello dell’incontro – sono due tenerissimi spaventapasseri, all’impiedi sull’altare della vita votata alla scultura, rievocata peraltro dal necessaire dirimpetto, sempre in gesso, intitolato naturalmente Sculptor.

Santa Nastro

Roma // fino al 5 dicembre 2015
Dominik Lang – Naked Figures, Dressed Figurines
THE GALLERY APART
Via Francesco Negri 43
06 68809863
[email protected]
www.thegalleryapart.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48429/dominik-lang-naked-figures-dressed-figurines/

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.