Mark Leckey a Napoli. E tu, cosa vuoi diventare?

Museo Madre, Napoli – fino al 18 gennaio 2016. Desiderare di essere chi… o cosa. La prima retrospettiva italiana dell’artista britannico Mark Leckey è una coreografia di corpi senza organi, protesi elettroniche, oggetti e immagini della cultura popolare.

Mark Leckey - Desiderata (in media res) – veduta della mostra presso il Museo Madre, Napoli 2015 - courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli - photo © Amedeo Benestante
Mark Leckey - Desiderata (in media res) – veduta della mostra presso il Museo Madre, Napoli 2015 - courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli - photo © Amedeo Benestante

UNA MOSTRA INTERNAZIONALE
Il Museo Madre di Napoli non rinuncia al tentativo di inscenare mostre provocatorie sulla seduzione degli oggetti-merce, in relazione al sistema dell’arte e al mondo quotidiano. È il caso di Desiderata (in media res), prima retrospettiva italiana dell’artista britannico Mark Leckey (Birkenhed, 1964), voce emblematica del panorama contemporaneo, vincitore nel 2008 del Turner Prize.
Curata da Elena Filipovic e Andrea Viliani, in collaborazione con Wiels di Bruxelles e Haus der Kunt di Monaco, la mostra combina opere storiche, risalenti agli Anni Novanta, e nuove produzioni, per un insieme di sculture, installazioni e video.

UN FRIGORIFERO PARLANTE
La smodata curiosità che Leckey nutre per gli oggetti, siano reali o virtuali, attraversa l’intero percorso espositivo, all’interno del quale l’inorganico si autoproclama corpo e diviene macchina creatrice di desideri. L’artista esplora la tortuosa relazione tra l’uomo e la tecnologia, immedesimandosi non nell’uomo bensì nell’oggetto.
Nell’installazione GreenScreenRefrigeratorAction (2010-11) il protagonista è un frigorifero Samsung che, con la voce dell’artista modificata, recita un monologo pubblicitario su una pedana riproducente i green screen cinematografici, offrendosi al pubblico senz’alcuna mediazione umana. Il mondo dei replicanti di Ridley Scott ritorna, investendo questa volta l’universo delle cose, prossime a divenire entità “pensanti”.

Mark Leckey - Desiderata (in media res) – veduta della mostra presso il Museo Madre, Napoli 2015 - courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli - photo © Amedeo Benestante
Mark Leckey – Desiderata (in media res) – veduta della mostra presso il Museo Madre, Napoli 2015 – courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli – photo © Amedeo Benestante

GATTI E CONIGLI
La ricerca artistica di Leckey sonda i fondali dell’immaginario prodotto da Internet e dal mercato per riportarne in vita i simulacri. L’ultima sala della mostra ospita un’enorme scultura gonfiabile, Inflatable Felix (2013): è la gigantografia di Felix the Cat, cartone animato nato negli Anni Venti e divenuto popolare per il suo approccio ironico alla vita quotidiana, che l’artista trasforma in un pupazzo a tre dimensioni, rendendo reale l’oggetto del suo desiderio.
La bramosia è l’esigenza che muove l’azione umana, anche quando volge lo sguardo a entità inanimate ma accattivanti, tanto da occupare intere porzioni del subconscio. Nel film in 16 mm Made in Even (2004) la scultura di Jeff Koons, Rabbit, è virtualmente ricreata in un riconoscibile ambiente domestico: un proiettore che finge di proiettare, una stanza che non è una stanza, una scultura riflettente; tutta l’installazione è una messa in scena.

DELEGARE I DESIDERI ALLE MACCHINE
Il materialismo entra in crisi e la macchina del desiderio ne è la causa principale. La tecnologia dona l’illusione di ciò che si desidera ma non si può avere, sostituendosi alla realtà. Il feticismo degli oggetti, l’immaginario iperartificiale e il desiderio postumano annunciano l’arrivo di un’umanità che delega le sue esigenze più intime a protesi artificiali, rinunciando al desiderio e alla sua possibilità o meno di accadere.

Francesca Blandino

Napoli // fino al 18 gennaio 2015
Mark Leckey – Desiderata (in media res)
a cura di Andrea Viliani ed Elena Filipovic
MUSEO MADRE
Via Settembrini 79
081 19313016
[email protected]
www.museomadre.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47836/mark-leckey-desiderata-in-media-res/

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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.