Sognando Bergman. Negli scatti di Jill Mathis

Effearte, Milano – fino al 13 novembre 2015. I lavori della fotografa americana Jill Mathis sono in mostra con il titolo “Dreaming of Ingmar Bergman”. Dietro l’obiettivo, la ricerca etimologica e filosofica ispirata alla poetica e ai luoghi del regista svedese.

Jill Mathis, Alone, 2011
Jill Mathis, Alone, 2011

Parola e immagine: cresciuta in Texas ma italiana di adozione, Jill Mathis (Belleville, 1964; vive a Mergozzo) ha da sempre rivolto la sua attenzione alla compenetrazione tra questi due mondi – oggi come non mai sempre più intersecati – ricercandone, alla base, la forza comunicativa e la scarica emotiva che il loro incontro suscita nell’osservatore. Il risultato sono opere capaci di frantumare la durata. Le sue fotografie dilatano un istante nel tempo e aggiungono al visibile altre dimensioni: un’emozione, il tocco di una mano, il suono e l’etimologia delle parole, una musica – Fugue – e persino la religione. Jean-Luc Godard amava dire che “ogni film di Bergman è il mondo fra due battiti di palpebre, la tristezza fra due battiti di cuore, la gioia di vivere tra due battiti di mani”. Ecco, per la Mathis quel battito è il click di uno scatto, e in mezzo ci sono mondo, tristezza e gioia di vivere. Il tutto come in un sogno.

Barbara Bolelli

Milano // fino al 13 novembre 2015
Jill Mathis – Dreaming of Ingmar Bergman
EFFEARTE
Via Ausonio 1a
Via De Amicis 47
[email protected]
www.effeartegallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47825/jill-mathis-dreaming-of-ingmar-bergman/

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Barbara Bolelli
Barbara Bolelli nasce a Vizzolo Predabissi, in provincia di Milano, il primo settembre 1987. Frequenta il liceo classico della sua città (San Donato Milanese) e poi si iscrive a Lettere Moderne all’Università Statale di Milano. Si laurea con una tesi in Estetica sulla Medea di Pier Paolo Pasolini e con una borsa di studio va a Roma, dove frequenta il Master in Comunicazione e Giornalismo di Moda presso Eidos Communication. Inizia da subito a lavorare nella moda come giornalista per Book Moda, con cui collabora da oltre due anni.