Francesco Arena e il metro della realtà. A Milano

Galleria Raffaella Cortese, Milano – fino al 21 novembre. Francesco Arena utilizza i tre spazi di via Stradella, proponendo altrettante opere inedite. Permane la riflessione sul concetto di monumento. E il corpo dell’artista si conferma il metro di mediazione e riflessione primaria sulla storia recente.

Francesco Arena – Sette uno quattro – veduta della mostra presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2015 – photo Roberto Marossi
Francesco Arena – Sette uno quattro – veduta della mostra presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2015 – photo Roberto Marossi

Francesco Arena (Mesagne, 1978) ha messo in piedi un progetto impegnativo e ben calibrato, confermando la portata della sua indagine sui confini del concetto di monumento e sulla storia. Nelle opere in mostra, privato e universale s’intersecano grazie a un processo che, come sempre, è anzitutto mentale. Nel secondo spazio, diviso in due da una parete innalzata ad hoc, una lastra di granito incastonata sul muro divisorio a oltre due metri d’altezza riporta iscrizioni tratte da una riflessione di Susan Sontag: “Unremitting banality and inconceivable terror”, che Arena prende in prestito per raccontare il presente. Nell’ultimo ambiente, le sculture in DAS richiamano angoli e spigoli della sua casa in Puglia; un calcolo relativo a questa serie di segmenti equivale a 91 metri, numero che corrisponde alla somma dell’altezza dei due Buddha distrutti dai talebani a Bamiyan nel 2001.

Lorenzo Madaro

Milano // fino al 21 novembre 2015
Francesco Arena – Sette uno quattro
RAFFAELLA CORTESE
Via Stradella 1 / 4 / 7
02 2043555
[email protected]
www.galleriaraffaellacortese.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47290/francesco-arena-sette-uno-quattro/

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è critico d’arte e curatore. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2010 è critico d’arte dell’edizione pugliese di Repubblica. Scrive anche per “La Repubblica”, “La Repubblica - Roma”, Alfabeta2 e altre riviste di settore. Tra le mostre recenti curate, Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (con A. Lacarpia, Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità. Per Artribune cura la rubrica Futuro remoto.