Il fantasma del disegno. A Casa Masaccio

Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno – fino al 15 novembre 2015. Il disegno come fantasma, idea allargata di se stesso, che amplia, o può ampliare, il paradigma ordinario in nuove e aperte declinazioni. Una mostra che si propone come una rassegna di ampio respiro, in grado di presentare articolando in vari spazi cittadini una visione allargata del mezzo espressivo.

Andrea Santarlasci, Isolamento - photo Stefania Rinaldi
Andrea Santarlasci, Isolamento - photo Stefania Rinaldi

UNA MOSTRA… KRAUSSIANA
Ri-pensare il medium: il fantasma del disegno pone in essere un percorso di rilettura critica del disegno attraverso opere in cui l’utilizzo di un’azione segnante è posta a detrimento della traccia formale.
Il titolo stesso della mostra rimanda a un saggio di Rosalind Krauss e si pone in carico di innescare una riflessione che trova il punto di partenza nel ruolo di medium del disegno come “spazio disciplinato di possibilità che si apre all’esplorazione del mondo da parte dell’artista” per ripensarlo in termini di apertura, oltrepassando il confine imposto da una supposta essenzialità.

SOLCHI E FISSITÀ
In particolare l’attenzione si muove tra una condizione di presenza e assenza, presentando cancellazioni, cambiamenti, dissolvenze e dispersioni, alterazioni e ripetute modulazioni in una narrazione che descrive la genesi dell’atto come nell’opera Re/trato di Oscar Muñoz o nell’utopica ma inutile ricerca di fissità raccontata in Recording the light di Sophie Whettnall.
Il mutamento dell’immagine in segno diventa tratto distintivo di alcune opere storiche di Ketty La Rocca, in una regressione continuata e ripetuta. La forma viene indagata dentro se stessa nell’installazione di Bettazzi-Grosbois, viene raccolta nell’atto di una trasformazione segnica, raccontata attraverso l’uso di solchi e orme nelle opere di Massimo Barzagli, in una sintesi rimandata al mezzo fotografico o a processi di ripetizione.

Chiara Bettazzi, Magic Bottles - Massimiliano Turco, Rizoma - photo Stefania Rinaldi
Chiara Bettazzi, Magic Bottles – Massimiliano Turco, Rizoma – photo Stefania Rinaldi

COMBUSTIONI E PRIMITIVISMI
Si alternano oggetti, consumati da una combustione nell’opera di Emanuele Becheri, posti in essere, risultati da una stratificazione in Magic Bottles di Chiara Bettazzi, negativi e ombre frutto di una cancellazione nel lavoro di Franco Menicagli.  Argomenti che si rincorrono all’interno delle opere di William Kentridge, Paolo Meoni, Sol Lewitt, Marius Engh, Ignacio Uriarte, Carlo Guaita, Rolando Deval, Chiara Camoni, Luca Bertolo, Massimiliano Turco con esiti e suggestioni diversissime fino alla dilatazione e all’alternante invasione dello spazio concettuale e fisico del disegno nel video di Robin Rhode. Altre opere raccontano il disegno diretto verso una concretizzazione, in una indicazione in cui il segno mira a prendere corpo, assumendo una consistenza formale propria di uno strumento come il ricamo utilizzato da Connie Dekker, o in presenze installatorie, scultoree o performative, un rimando tra la bidimensione del supporto e l’invasione spaziale.
Caratteristiche che accomunano i lavori presentati da Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Massimo Bartolini, Daniela De Lorenzo, Andrea Santarlasci, Francesco Carone, Giulia Cenci, Jaume Plensa, David Casini. Il disegno riprende infine il ruolo di primitivo strumento indagatorio, nelle imponenti Bufale realizzate a grafite su parete di Davide Rivalta.

Stefania Rinaldi

San Giovanni Valdarno // fino al 15 novembre 2015
Ri-pensare il medium: il fantasma del disegno
a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli
artisti: Giovanni Anselmo, Massimo Bartolini, Massimo Barzagli, Emanuele Becheri, Luca Bertolo, Chiara Bettazzi, Alighiero Boetti, Chiara Camoni, Francesco Carone, David Casini, Giulia Cenci, Connie Dekker, Daniela De Lorenzo, Rolando Deval, Marius Engh, Emma Grosbois, Carlo Guaita, William Kentridge, Ketty La Rocca, Sol LeWitt, Paolo Meoni, Franco Menicagli, Oscar Muñoz, Jaume Plensa, Davide Rivalta, Robin Rhode, Andrea Santarlasci, Massimiliano Turco, Ignacio Uriarte, Sophie Whettnall
CASA MASACCIO e altre sedi
Corso Italia 83
0559 126283
[email protected]
www.casamasaccio.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48694/il-fantasma-del-disegno/

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Stefania Rinaldi
Laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, già durante il percorso di studi intraprende parallelamente esperienze in campo artistico, come fotografa, artista, operatrice didattica e curatrice di mostre, coordinatrice e progettista di eventi culturali e workshop, freepress per alcune riviste di arte contemporanea. Oggi lavora con artisti, enti pubblici e privati nella progettazione e realizzazione di eventi nel settore culturale, percorsi di didattica e inclusione sociale, mediazione e facilitazione per aziende, privati, enti e fondazioni. In particolare collabora con aziende startup per l'organizzazione di workshop e talk sull'innovazione e il fenomeno dei maker, porta avanti progetti culturali che mirano alla riqualificazione sul territorio toscano e progetti di crescita e inclusione sociale, ricercando collaborazioni con teatri, compagnie di respiro internazionale, istituzioni museali nazionali e internazionali. Unitamente si occupa di curatela e mediazione culturale per progetti di arte contemporanea ed è promotrice di un orto-giardino urbano con la finalità di innescare la riqualificazione di spazi verdi del centro storico di Prato. Nel 2015 risulta vincitrice del concorso per giovani curatori toscani indetto dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e dalla Regione Toscana.