Bel progetto, mai realizzato. Il MoRE Museum in mostra a Parma

Palazzo Pigorini, Parma – fino al 31 ottobre 2015. Oltre alla esemplare arte di portare a termine le cose, esiste la possibilità di lasciarle incompiute. Il fuori salone della cultura ideato da Fiere di Parma e dal Comune, Mercanteinfiera, premia la duplice modalità off e on line di MoRE. Per riflettere intorno al non-realizzato grazie alla mostra dedicata alle opere degli artisti del Museum of Refused and unrealised art projects.

MoRE Spaces - Palazzo Pigorini, Parma 2015
MoRE Spaces - Palazzo Pigorini, Parma 2015

POETICA DEL NON FINITO
Sono disseminate nelle sale di Palazzo Pigorini una trentina di storie senza fine: opere pensate e non realizzate, per circostanze accidentali più che per scelta, qui calate nel reale per aprirsi ad altre intenzioni. Il progetto – ideato e curato da Marco Scotti ed Elisabetta Modena, insieme a Valentina Rossi e Anna Zinelli – chiede a ciascun progetto di confessare i propri limiti ed esporsi al presente.
In rassegna le opere interrotte di 27 artisti, il cui non-finito è descritto attraverso una simbologia a più voci, quante gli ostacoli alla realizzazione. I motivi per cui non sono arrivate a compimento? Burocratici, tecnici, logistici, ideologici, economici, etici, inverosimili.
L’attenzione dello spettatore devia dall’opera conclusa al racconto soft del suo destino impervio, senza happy end prevedibili.

ESEMPI DI IRREALIZZABILITÀ… SPAZIALE
L’incompiuto è talvolta tensione smisurata, sopravvalutazione di una committenza o assenza di un riscontro teorico. È il caso di alcune opere utopistiche di stampo editoriale come A Better Britain, la proposta per un’Inghilterra migliore di Scott King & Matthew Worley, parte del progetto CRASH!. O ancora il singolare monologo autoprodotto e dedicato a Glasgow da un Jonathan Monk in erba: il libro Small Proposals Book (1990) accompagnato in mostra da altre iniziative editoriali “crazy” create dall’artista.
Una sezione borderline raccoglie progetti al limite del possibile: più che potenziali, spaziali. Qui si ritrovano, tra gli altri, il cielo precipitato nel dispositivo “abitato” di Luca Trevisani, la meteorite alterata da Davide Bertocchi, la trasfigurazione di stelle e lucciole di Franco Guerzoni.
Cesare Pietroiusti nei suoi taccuini riflette sulla possibilità aperta ed eventuale di essere artista, che non si manifesta tanto nelle tracce documentarie, quanto nel percorso teorico e creativo.

MoRE Spaces - Palazzo Pigorini, Parma 2015
MoRE Spaces – Palazzo Pigorini, Parma 2015

QUANDO CI SI METTE IL COMMITTENTE
Le opere di Valerio Berruti, David Casini, Regina José Galindo, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Giovanni Ozzola, Paolo Scheggi, Massimo Uberti, Luca Vitone, Erwin Wurm, narrate attraverso testi, render, plastici e fotografie, appartengono ai progetti rifiutati da una committenza pubblica o privata non affine o, spesso, non in grado di sostenere concettualmente e finanziariamente il progetto. Due i progetti sospesi chiamati ad arricchire la collezione: il progetto di Sissi per Frieze Art Fair e due interventi di arte pubblica di Flavio Favelli.
Sempre a Palazzo, parallelamente a Mercanteinfiera, è in programma un ciclo di talk in cui alcuni personaggi illuminati definiranno il campo del non-finito in una comparazione tra musica e altri linguaggi dell’arte.

Federica Bianconi

Parma // fino al 31 ottobre 2015
MoRE Spaces
PALAZZO PIGORINI
Strada della Repubblica 29a
[email protected]
www.moremuseum.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47662/more-spaces-percorsi-nellarchivio-del-non-realizzato/

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Federica Bianconi
Federica Bianconi è architetto, curatore e critico d’arte. Si è laureata in Architettura presso lo IUAV di Venezia e ha frequentato il Master in Management per Curatori di Musei di Arte e Architettura Contemporanea presso il MACRO di Roma nel 2003. Nell'ambito del progetto formativo del Master ha collaborato con il Museo d’arte Contemporanea di Bologna, MAMbo. Ha lavorato presso studi di interior design e con aziende operative nell'ambito della comunicazione e dell'allestimento di spazi espositivi, museali e commerciali in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra. In qualità di curatrice indipendente ha ideato e curato mostre personali e collettive. Scrive per le riviste Artribune, Impackt e Kultmagazine. Attualmente vive a Padova, dove lavora come curatrice indipendente e collabora con Cescot Veneto come consulente per la progettazione europea e la formazione finanziata dal fondo sociale europeo.