Kunsthalle Brixiae. Ancarani, Furuhashi e Sailstorfer a Brescia

Il piano nobile di Palazzo Martinengo Colleoni si trasforma in un tributo critico alla tradizione produttiva della città. Grazie a un progetto espositivo che dedica alla contemporaneità tre voci, tre approcci destrutturanti alla conoscenza della realtà che li accoglie.

A Brescia, per l’11esima Giornata del Contemporaneo, Il Quarto stato ha inaugurato le attività di Kunsthalle Brixiae. Un percorso a cura di Stefano Rabolli Pansera che si presenta come segno di tributo alla tradizione produttiva di Brescia e del territorio. La mostra, rievocando il celebre dipinto di Pellizza da Volpedo, si caratterizza per la compresenza di tre artisti che indagano i binomi: produzione/prodotto, lavoro/merce, manifattura industriale/nuove tecnologie, nel segno di nuove forme di lavoro contemporaneo.
La mostra si sviluppa intersecando tre installazioni: La malattia del Ferro (2010-12), trilogia di Yuri Ancarani che esplora la relazione fra uomo e macchina; Il Quarto Stato di Madoka Furuhashi, lavoro che presta il titolo all’intera mostra e che si concentra su una serie di frammenti industriali non-finiti, come fonti di una nuova conoscenza della realtà produttiva e sociale che li ha prodotti. In ultimo, il lavoro site specific di Michael Sailstorfer prende ispirazione dalla città. Attraverso la distruzione degli oggetti mercificati, lo scultore tedesco dischiude nuove possibilità sul fatto che la forza lavoro possa essere una forza distruttrice che rivela un valore nuovo degli oggetti laddove eccede il puro valore di scambio.
Kunsthalle Brixiae si colloca all’interno della ricerca di Beyond Entropy come laboratorio per la produzione di nuovi progetti, idee, dibattiti e proposte territoriali per Brescia, considerata come paradigma dell’urbanizzazione diffusa che investe la maggior parte del suolo Europeo.
Per la sua prima esperienza, sceglie BREND | Brescia Nuove Direzioni, chiamata per offrire domande e riflessioni, da un’ampia platea rappresentativa del territorio bresciano: i coinvolti nel progetto sono Camera di Commercio di Brescia, AIB, Fiera di Brescia, ATS Sistema Brescia per Expo, Comune e Provincia di Brescia. Abbiamo domandato a Stefano Rabolli Pansera di raccontare le realtà che sottendono a questo progetto.

Michael Sailstorfer, U10-54°11,393N:012°07,594E, 2007

Michael Sailstorfer, U10-54°11,393N:012°07,594E, 2007

Kunsthalle Brixiae, Beyond entropy e BREND | Brescia Nuove Direzioni: come si intersecano e confluiscono queste realtà nel progetto? Istituzionalmente, come si definiscono le une con le altre?
BREND è una sinergia di istituzioni bresciane riunitesi in occasione di Expo per promuovere il sistema città. Beyond Entropy Limited è un’agenzia curatoriale basata a Londra che focalizza la propria ricerca sul rapporto fra arte, architettura e geopolitica. Queste due realtà confluiscono in Kunsthalle Brixiae, progetto che Beyond Entropy Europe ha pensato per Brescia in occasione della commissione da parte di BREND. Kunsthalle Brixiae non è un progetto limitato a Palazzo Colleoni e all’occasione di Expo, ma è un percorso che continuerà in varie forme aggregative e curatoriali che saranno temporanee e distribuite in diverse aree della città.

Come delineare il programma e lo statuto di Kunsthalle Brixiae?
Il programma di Kunsthalle Brixiae è un atto di responsabilità connesso con le condizioni e i problemi della città, non è un modo per evaderli, ma un’occasione per ripensare a livello strategico il futuro di Brescia e dell’intero territorio circostante. Quindi lo statuto di Kunsthalle Brixiae è di commissionare e produrre nuove opere artistiche e operazioni culturali di ampio respiro che fungano da cassa di risonanza e da momento di riflessione per la città. Il programma è aperto per la diversità dell’offerta, ma la missione consiste nell’interazione con la città sia per la produzione delle opere sia per la programmazione tematica.

Da quale spunto, da quale tratto delle tue ricerche prende vita Il Quarto Stato, il primo progetto di Kunsthalle Brixiae?
Tutta la ricerca di Beyond Entropy Europe si articola attorno alla rapporto fra energia e forma, e il tema del lavoro e della produzione sono centrali in questa riflessione. Già nel 2010 a Venezia, in occasione del simposio di Beyond Entropy presso la Fondazione Giorgio Cini, alcuni interventi si focalizzarono sull’impossibilità di ridurre il lavoro a merce. C’è sempre uno scarto fra il prodotto e l’energia del lavoro che l’ha realizzato: questa differenza rivela l’impossibilità di ridurre completamente l’energia del lavoro a una forma di accumulazione.
Inoltre il territorio di Brescia si configura come un paesaggio entropico in cui la crisi del concetto di limite tra città e campagna obbliga a riconfigurare le dinamiche territoriali e politiche tradizionali: la città storica si svuota e la campagna si popola di edifici sparsi e diffusi. I centri di produzione sono sempre più piccoli e rarefatti e il tipo di lavoro si sposta sempre di più da un lavoro fisico e manuale a un’occupazione intellettuale e di produzione delle idee. Il Quarto Stato espone opere di Madoka Furuhashi, Michael Sailstorfer e Yuri Ancarani e porta alla luce le contraddizioni, le aporie e le nuove possibilità che scaturiscono da questo nuovo territorio urbano e sociale.

Yuri Ancarani, Piattaforma Luna, 2011 – still da film - courtesy l’artista e Galleria Zero, Milano

Yuri Ancarani, Piattaforma Luna, 2011 – still da film – courtesy l’artista e Galleria Zero, Milano

A quale stadio si compenetrano gli interventi di Ancarani, Furuhashi e Sailstorfer? Quali materie e tematiche spartiscono gli uni con gli altri?
La mostra è una selezione coerente del lavoro di tre artisti che lavorano in modi totalmente diversi. Ancarani è un videoartista, Furuhashi si esprime con installazioni scultoree e Sailstorfer espone una foto e un video. Le opere selezionate convergono nel rivelare un inedito rapporto tra il lavoro e la produzione: abbiamo scelto le opere di Yuri Ancarani che mostrano come il lavoro diventi una coreografia ieratica e le operazioni del lavoro quotidiano diventino una liturgia misteriosa. Le opere di Madoka Furuhashi sono oggetti in stand-by perché la produzione è stata deliberatamente interrotta dall’artista per mostrare lo scarto tra l’energia del lavoro e il prodotto finito. Il lavoro di Michael Sailstorfer si concentra su un atto distruttivo: la forza lavoro si libera dello statuto di merce con un atto sovversivo.

Potresti descrivere come i tre lavori rispondono al contesto architettonico di Palazzo Martinengo Colleoni?
Il lavoro di Madoka Furuhashi è l’unico lavoro site specific tra quelli selezionati. I lavori di Michael Sailstorfer e Yuri Ancarani erano già stati realizzati ma trovano una collocazione nuova in questo spazio. Palazzo Colleoni è un luogo storico importante nel centro di Brescia. Purtroppo molte tracce della precedente destinazione d’uso a tribunale cittadino sono state rimosse. L’allestimento è costituito da opere diffuse per riappropriarsi degli spazi, con il passaggio obbligato in spazi vuoti e zone di transito: le opere sono state installate per rispondere a questa esigenza da parte dei cittadini, di riconquistare uno spazio che è loro percorrendo tutti gli spazi, da quelli affrescati a quelli meno pregiati, vivendo anche questi stessi spostamenti come esperienza culturale.

Come credi che, invece, reagirà il pubblico di Brescia alle sensibilità contemporanee che tu hai chiamato in gioco? A tuo modo di vedere, perché è così difficile presentare progetti d’avanguardia al pubblico della città?
Non sappiamo come il pubblico reagirà fino alla conclusione della mostra. La nostra sfida è creare un pubblico di produttori di arte, e non solo di spettatori passivi. Noi cerchiamo di creare un nuovo pubblico di produttori di arte, di “complici” della produzione dell’opera d’arte e non un generico pubblico di spettatori, o di consumatori. Abbiamo già avuto modo di collaborare con alcune delle eccellenze produttive del territorio come Ghidini Bosco per il bronzo e l’ottone, la Silmar e Marchina per il marmo e Roberglass per il vetro. Auspico che questa collaborazione con il mondo produttivo possa continuare e possa contribuire a rendere l’arte viva e rilevante.

Michael Sailstorfer, Trockenfisch, 2009

Michael Sailstorfer, Trockenfisch, 2009

I supporti che avete avuto, a livello di budget, da quali soggetti sono stati elargiti, pubblici o privati?
Quello che è interessante è come la Kunsthalle Brixiae sia un nuovo paradigma per la produzione di arte contemporanea in Italia, in cui il business model e il contesto istituzionale hanno ruoli in un certo senso nuovi. Non è solo uno scambio tra pubblico e privato in cui il pubblico mette a disposizione lo spazio e il privato mette a disposizione fondi per realizzare la mostra vera e propria, ma si sta mettendo a fuoco un nuovo modello collaborativo, una sinergia pubblico privato che crei un nuovo senso di responsabilità e che sia in grado di fare leva sull’eccellenza locale. In questo caso la produzione diventerebbe il momento centrale e, come dicevamo prima, il pubblico è attore.

Quale augurio esprimere, quale pensiero formulare, affinché il Quarto Stato si accompagni al pubblico con i più ampi spettri di lettura possibili?
Il Quarto Stato è solo l’inizio delle attività di Kunsthalle Brixiae e, come ogni inizio, anche questo contiene la consapevolezza che il meglio debba ancora venire.

Ginevra Bria

Brescia // fino al 31 dicembre 2015
Il Quarto Stato. Yuri Ancarani, Madoka Furuhashi, Michael Sailstorfer
a cura di Stefano Rabolli Pansera con l’assistenza di Francesco Pasini e Mario Ragnoli
BREND – PALAZZO MARTINENGO COLLEONI
Corso Cavour
www.beyondentropy.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48622/brixiae-kunsthalle-il-quarto-stato/

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Ginevra Bria

Ginevra Bria

Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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