Anthony McCall. L’artista che rende solida la luce

LAC, Lugano – fino al 31 gennaio 2016. Quattro opere di Anthony McCall abitano temporaneamente la grande sala del neonato centro per le arti ticinese. Lo stesso spazio che poi diventerà luogo della collezione permanente.

Anthony McCall – Solid Light Works - veduta della mostra presso MASILugano, Lugano 2015 - photo Stefania Beretta, Verscio
Anthony McCall – Solid Light Works - veduta della mostra presso MASILugano, Lugano 2015 - photo Stefania Beretta, Verscio

QUANDO LA LUCE DIVENTA SOLIDA
Se la zona superiore del neonato LAC di Lugano propone una mostra classica con una serie di interessanti dialoghi tra nord e sud delle Alpi, la zona inferiore del museo immerge il visitatore in una situazione straniante e coinvolgente: l’esposizione Solid Light Works con le opere di Anthony McCall (Ravensbourne, 1946). Ci si trova qui a camminare in una dimensione tra il reale e l’inafferrabile, in cui pare di poter toccare la luce, che si fa solido geometrico.

LA RICERCA INTERROTTA DI MCCALL
Sono quattro le proiezioni orizzontali dell’artista inglese, che dal 1973 vive a New York. Protagonista della stagione concettuale negli Anni Settanta, McCall ha interrotto per trent’anni la sua attività artistica, per dedicarsi al graphic design. All’inizio del nuovo millennio, ultracinquantenne è ritornato alla ricerca artistica, servendosi in chiave stimolante e intelligente delle nuove tecnologie.

Anthony McCall – Solid Light Works - veduta della mostra presso MASILugano, Lugano 2015 - photo Stefania Beretta, Verscio
Anthony McCall – Solid Light Works – veduta della mostra presso MASILugano, Lugano 2015 – photo Stefania Beretta, Verscio

Le quattro opere, qui proposte, sono datate tra il 2003 e il 2009. Il suo è un lavoro sul tempo, sullo spazio in cui il corpo di chi guarda gioca un ruolo attivo. La luce, elemento precipuo, crea un dialogo imprescindibile con il buio circostante, permeato da una foschia artificiale. Uno dei punti chiave della ricerca di McCall, che presenta strette connessioni con i principi metodologici e concettuali della cinematografia, è la durata: il senso dell’opera, è, infatti, acquisito nel suo divenire in una precisa dimensione temporale.

IL CERCHIO SI CHIUDE
La mostra è curata da Bettina Della Casa, che nel suo saggio in catalogo (Skira) parla del mistero dell’opera di McCall, originato dal suo collocarsi, in uno spazio intermedio, di soglia, ci piace aggiungere, in cui si tocca, si evoca il raro senso del sublime, che trova le sue radici in certa arte ottocentesca, come quella di William Turner o dello svizzero Caspar Wolf, con la quale siamo entrati in relazione nella rassegna che ha luogo ai piani superiori del museo.

Angela Madesani

Lugano // fino al 31 gennaio 2016 
Anthony McCall – Solid Light Works 
a cura di Bettina Della Casa
LAC – LUGANO ARTE CULTURA 
Piazza Bernardino Luini 6
+41 (0)58 8664200
[email protected]
www.masilugano.ch

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47235/anthony-mccall-solid-light-works/

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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.