Dopo il Pakistan, la Spagna. Ad Atri, attimi di pace

Museo Capitolare, Atri – fino al 13 settembre 2015. Nella la seconda edizione di “Stills of Peace”, il dialogo si instaura fra Italia e Spagna. In una collettiva che intende creare occasioni di incontro fra culture e istituire una rete connettiva globale.

Olga Simon, Lagrimas - photo Pierluigi Fabrizio
Olga Simon, Lagrimas - photo Pierluigi Fabrizio

Due curatori per un incontro fra altrettanti Paesi, ma non troppo distanti: Antonio Zimarino per l’Italia e Marta Michelacci per la Spagna. Nessun tema dichiarato, se non la volontà di parlare attraverso il fascino di connessioni e rimandi fra le opere che nascono e si sviluppano in una location davvero suggestiva. Una nota intimista ed esistenzialista è il filo rosso che lega le opere esposte, dall’installazione di gocce cristallizzate di Olga Simon (Lagrimas) ai paesaggi minimali e microscopici di Ignacio Llamas (ST VI), fino alletermoforature in polistirenedell’italiano Gino Sabatini Odoardi e alla malinconia dello sguardo di Valentina Perazzini, costretto a scrutare tra i pertugi del creato (Leggere siepe tra le righe). Una mostra per capire come la distanza geografica possa essere annullata da una sensibilità che eccede qualsivoglia confine e confluire nelle armonie sottese di un dialogo fecondo.

Martina Lolli

Atri // fino al 13 settembre 2015
Stills of Peace and Everyday Life.
Italia e Spagna: una ricerca del senso del contemporaneo
a cura di Antonio Zimarino e Marta Michelacci
MUSEO CAPITOLARE
Via dei Musei

0858 798140
www.stillsofpeace.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46979/stills-of-peace-and-everyday-life/

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.