Una generazione al Macro di Roma. Si comincia con Salvino e Pietroniro

Macro, Roma – fino al 26 luglio 2015. Nel museo romano prende il via un nuovo ciclo di mostre personali. La cura è di Costantino D’Orazio, il focus sugli artisti italiani emersi negli Anni Novanta.

Andrea Salvino, Ricominciare da Capo non significa tornare indietro, 2002, olio su tela, Foto di Pierre Blache
Andrea Salvino, Ricominciare da Capo non significa tornare indietro, 2002, olio su tela, Foto di Pierre Blache

DUE SALE PER DUE ARTISTI
Con le personali di Giuseppe Pietroniro (Toronto, 1968) e Andrea Salvino (Roma, 1969), artisti che si sono formati e hanno esordito a Roma, parte il ciclo di mostre Appunti di una generazione.
Avendo ognuno a disposizione uno degli studi del museo, collocati all’ultimo piano, entrambi gli artisti ne approfittano per esibire il meglio del proprio operato, facendo emergere le loro specifiche caratteristiche stilistiche e formali.

GIUSEPPE PIETRONIRO E IL MURO
Pietroniro gioca con la percezione spaziale dello spettatore, intervenendo direttamente sui tre lati della parete con un lavoro che, pur nella sua staticità, offre l’illusione del movimento. Il wall drawing realizzato con sette tonalità di grigio sfonda lo spazio scandendolo in una prospettiva aberrante. Si aprono così alla visione spazi ottici inattesi, in alcuni casi variabili al muoversi dello spettatore, in altri distorti, grazie all’effetto dato da lastre di acciaio specchiato inserite nel muro.
Un’opera immersiva che non solo permette all’osservatore di sentirsi parte integrante, ma che muta in funzione del punto di vista. Un lavoro sviluppato a partire dai “modular”, qui spinti alle sue estreme conseguenze.
Anche la lavagna girata verso il muro mette alla prova la nostra esperienza visiva e percettiva quando, sporgendosi oltre l’interstizio tra il muro e la superfice lignea, scorgiamo un paesaggio che pare trovarsi al di là del muro.

Giuseppe Pietroniro - È come se nulla fosse... – veduta della mostra presso il MACRO Roma 2015 - courtesy Archivio Pietroniro e MACRO
Giuseppe Pietroniro – È come se nulla fosse… – veduta della mostra presso il MACRO Roma 2015 – courtesy Archivio Pietroniro e MACRO

ANDREA SALVINO E LA PITTURA POLITICA
Ricominciare da capo non significa tornare indietro è il titolo della mostra di Salvino. L’artista, trapiantato a Berlino, propone su una delle pareti una quadreria che racconta il suo modus operandi. Fotografie, disegni, poster d’epoca, tutti parte della personale collezione che l’artista ha raccolto negli anni. Questo patrimonio della memoria costituisce il punto di partenza della sua ricerca, strettamente connessa alla storia sociale e politica del Novecento italiano ed europeo fino ai nostri giorni, ispirata anche alla cronaca e al cinema. La sua è una pittura realista di stampo neo divisionista che si riallaccia alle neoavanguardie del primo Novecento. Tra le atre tele, la più ampia è anche quella di maggiore impatto, dove vi è rappresentata una scena degli scontri avvenuti durante il G8 di Genova nel 2001. Si pone come appropriato contraltare il “bagno blu” del Vittoriale – dimora di Gabriele D’Annunzio – con al centro la grande scritta “me ne frego” che riprende uno dei motti dannunziani, poi utilizzato dalle squadre d’azione fasciste.

Martina Adami

Roma // fino al 26 luglio 2015
Appunti di una generazione #1 – Giuseppe Pietroniro / Andrea Salvino
a cura di Costantino D’Orazio
MACRO
Via Nizza 138
06 0608

macro@comune.roma.it
www.museomacro.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/45022/appunti-di-una-generazione-1/

CONDIVIDI
Martina Adami
Critica e curatrice, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con l’Istituto Nazionale per la Grafica alla digitalizzazione e archiviazione della collezione video, nonché alla realizzazione di diverse mostre. Nel 2011 è stata corrispondente da Londra per: Exibart, Exibart International e Inside Art. Attualmente collabora con diverse riviste di settore e scrive per il blog CasaNoi curando la sezione “Arte e architettura” e “Arredamento e fai da te”.