Schivardi & Sorokina. Nella project room di Bibo’s place

Bibo’s Place, Todi – fino al 13 settembre 2015. Alice Schivardi e Ksenya Sorokina sono le protagoniste di una doppia personale. Per il quarto appuntamento nella project room dello spazio gestito da Matteo Boetti e Andrea Bizzarro.

Alice Schivardi – Così sia - veduta della mostra presso Bibo’s Place, Todi 2015
Alice Schivardi – Così sia - veduta della mostra presso Bibo’s Place, Todi 2015

Quarta di una serie di project room avviata un anno fa, la mostra pone l’accento su affinità riscontrabili nel lavoro delle tue artiste – approccio concettuale e relazionale con connotazioni sociali e politiche – che si distingue tuttavia nel percorso e nel metodo.
Cosa unisce il granchio con l’aragosta, l’orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l’ameba da una parte e lo schizofrenico dall’altra?”, si chiedeva l’antropologo Gregory Bateson. Connessione di mondi diversi, inclusione relazionale e tentativo di riparazione sono modalità peculiari del lavoro di Alice Schivardi (Erba, 1976), che qui espone lavori a disegno e ricamo, in parte frutto di una recente residenza newyorchese e già presentati nella sua precedente personale a Brooklyn.
Si aggiungono lavori nuovi, incorniciati da ovali in resina autoprodotti, dove l’artista rielabora alcuni elementi della sua ricerca, calcando più a fondo sul filo dell’intimità. Scaturisce dal vissuto personale dell’artista anche Blanco in my head, con cui Schivardi ha accolto il pubblico all’inaugurazione: una sorprendente acconciatura dove ai propri capelli si mescolano peli del suo cane, raccolti durante l’arco della loro convivenza.

Ksenya Sorokina – Encyclopedia dei miracoli - veduta della mostra presso Bibo’s Place, Todi 2015
Ksenya Sorokina – Encyclopedia dei miracoli – veduta della mostra presso Bibo’s Place, Todi 2015

Se il percorso di Schivardi muove spesso dalla raccolta di materiale audiovisivo alla sua sedimentazione nella pratica manuale, quello di Ksenya Sorokina (Astrakhan, 1986) procede invece all’opposto, dal disegno e dall’incisione al confronto con le tecnologie digitali.
Potrebbe trattarsi di fenomeni di apparizione o levitazione, atti di comunicazione con gli UFO o di telepatia”, dice dei quadretti dallo stile materico, freddo e straniato che, avvicinandosi, si scopre invece essere stampe di disegni fatti con l’iPad. Sono affiancati da incisioni nelle quali l’artista, che è solita lavorare sull’irruzione di elementi irrazionali nella vita quotidiana, dipana un immaginario legato a esperienze mistiche e antiscientifiche, ragionando sui modi in cui tali tematiche vengano rappresentate dai mass media.

Emanuela Termine

Todi // fino al 13 settembre 2015
Alice Schivardi – Così sia
Ksenya Sorokina – Encyclopedia dei miracoli
BIBO’S PLACE
Piazza Garibaldi 7
0753 721507
[email protected]
www.bibosplace.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46893/alice-schivardi-ksenya-sorokina/

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Emanuela Termine
Emanuela Termine (Roma, 1978) è storica dell’arte e curatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulle relazioni fra arte e architettura in Italia tra gli Anni Cinquanta e Settanta. Fino al 2013 è stata responsabile della segreteria organizzativa presso la Fondazione Bruno Zevi. Dal 2006 è curatrice senior presso Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, a Roma. Nel 2012 ha curato il progetto “Lingua Mamma”, vincitore del concorso "Arte, Patrimonio e Diritti Umani", indetto da Connecting Cultures con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.