Chagas e Mahama: un assaggio d’Africa a Brescia

A Palazzo Gallery, Brescia – fino al 15 settembre 2015. Una doppia personale per confermare l’indirizzo africanista della galleria bresciana. In collegamento a doppio filo con la storia più recente della Biennale di Venezia.

Ibrahim Mahama, Salifu Kiaw, 2015
Ibrahim Mahama, Salifu Kiaw, 2015

Da un lato Edson Chagas (Luanda, 1977), trionfatore alla scorsa Biennale con il Padiglione Angola; dall’altro Ibrahim Mahama (Tamale, 1987), new entry nell’esposizione internazionale di Enwezor. La doppia personale ospitata da A Palazzo Gallery propone un dialogo che, se rifiuta l’appellativo di “passaggio di testimone”, non può che evidenziarne la stessa logica funzionale. L’artista angolano ripropone serie già ampiamente collaudate (con pure un assaggio di quanto fu a Palazzo Cini); il ghanese occupa invece gli spazi con un approccio assai più veemente, facendo propria anche la facciata del palazzo. Ciò che li accomuna, al di là di una facile riduzione sotto il cappello (quanto mai opportunista) di un esotismo di maniera, è il rapporto organico e mai esausto con i materiali di riuso, il sostrato militante e spesso ironico, che mai neutralizza le venature quasi epiche del discorso.

Simone Rebora

Brescia // fino al 15 settembre 2015
Edson Chagas / Ibrahim Mahama
a cura di Osei Bonsu
A PALAZZO GALLERY
Piazza Brusato 35
030 3758554
[email protected]
www.apalazzo.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44377/edson-chagas-ibrahim-mahama/

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.