Fondazione Prada di Venezia. Il classico è protratto

Fondazione Prada, Venezia – fino al 13 settembre 2015. Sebbene l’esaustività del tema possa apparire senza soluzione di continuità, Ca’ Corner, a piano terra e al piano nobile, propone ottanta lavori. Tra il Gruppo del Laocoonte, il Toro Farnese e l’Apollo del Belvedere, la classicità riverbera, inalterata, attraverso forme, secoli e supporti. In una mostra che fa il paio con quella allestita nella nuova sede della Fondazione a Milano.

Portable Classic – veduta della mostra presso la Fondazione Prada, Venezia 2015
Portable Classic – veduta della mostra presso la Fondazione Prada, Venezia 2015

IL CLASSICO. PORTATILE E SERIALE
Nonostante la 56. Biennale di Venezia, al di fuori dei muri rinascimentali di Ca’ Corner, sia in pieno fermento e diversi percorsi esterni a Giardini e Arsenale abbiano impressionato per completezza e linguaggio visivo, Portable Classic, a cura di Salvatore Settis e Davide Gasparotto, colpisce. Non solo per la monumentalità dei gruppo scultorei riuniti, per la capacità ostensiva di un allestimento portante, impeccabile, ma soprattutto per l’ampliamento del discorso sulla classicità al percorso rituale della formazione di un collezionismo, italiano in primis.
Dopo aver inaugurato alla Fondazione Prada di Milano, Serial Cassic, proponendo una riproduzione limitata di reperti metonimici appartenenti a discoboli, aristogitoni, penelopi, bronzi di Riace, cariatidi, dorifori, satiri versanti e veneri accovacciate, Salvatore Settis estende in parte la ricerca proposta in largo Isarco per offrire un percorso gemellare ma non speculare né di complemento, esplorando origini e funzioni delle riproduzioni in miniatura di sculture classiche.

Portable Classic – veduta della mostra presso la Fondazione Prada, Venezia 2015
Portable Classic – veduta della mostra presso la Fondazione Prada, Venezia 2015

SOUVENIR D’ALTRI TEMPI
Nonostante l’atmosfera confusa, creata dal pubblico frenetico della Biennale, la visita al percorso offre le repliche, esposte secondo diverse scale e la capacità della loro resa portatile (Portable, appunto). A Ca’ Corner sono stati proposti alcuni capolavori antichi del canone che si è andato formando, nel riflesso di un simulacro di Roma, rievocato all’interno di un immaginario ricostruttivo di fasti monumentali attraverso ottanta opere, che hanno esaltato e moltiplicato la presenza di innumerevoli Ercole Farnese, Apollo del Belvedere, Marco Aurelio, Spinario, Marsia, Laocoonte, Torso del Belvedere, Marsia e Venus Felix.
I ritratti di collezionisti”, sostiene il professore, “di cui la mostra offre una scelta galleria, dall’Andrea Odoni (1527) di Lorenzo Lotto al Giovanni Paolo Corner (1561) del Tintoretto, possono essere letti come l’istantanea o lo spaccato di un privilegiato rituale sociale, quello del collezionista che mostra a visitatori e amici le perle della sua raccolta ma anche come un’allusione indiretta ai collezionisti di età romana, di cui sappiamo assai meno”.

Portable Classic – veduta della mostra presso la Fondazione Prada, Venezia 2015
Portable Classic – veduta della mostra presso la Fondazione Prada, Venezia 2015

UNO STUDIOLO ALTO TRE METRI
In Portable Classic il prestigio della riproduzione di alcune figure scultoree si diffonde di pari passo con l’acquisizione, da parte di mecenati e di signori, fautori della composizione dello studiolo, di una consapevolezza del piacere per la contemplazione e l’esibizione dei classici.
Al primo piano, esemplare, nella sala principale del Palazzo, l’Ercole Farnese di oltre tre metri d’altezza che viene proposto in mostra attraverso un calco in gesso accompagnato da una serie di riproduzioni in scala sempre minore in marmo, bronzo e terracotta dai 15 ai 130 cm. Serie visionabile integralmente attraverso un’alta pedana di stazionamento. Nelle sale laterali, inoltre, alcune rilevanti figure di osservatori del Cinquecento, tra i quali anche Tintoretto e Licinio, si mostrano nelle vesti di promotori del senso estetico di caducità e di proporzionalità dei classici, attraverso riproduzioni di statuaria in piccoli formati, talvolta dipinti per elaborare ipotesi sulle parti mancanti degli originali classici.

Ginevra Bria

Venezia // fino al 13 settembre 2015
Portable Classic
a cura di Salvatore Settis e Davide Gasparotto
FONDAZIONE PRADA
Calle de Ca’ Corner – Santa Croce 2215
041 8109161
[email protected]
www.fondazioneprada.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44384/portable-classic/

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • andrea bruciati

    mostra splendida da ogni punto di vista

    • Si condivido, molto ben allestita e con pezzi superbi, perfetta per gli spazi e il momento storico