Venezia negli occhi di Jimmie Durham

Fondazione Querini Stampalia, Venezia – fino al 20 settembre. La creatività concreta dell’artista cherokee affolla le sale della casa-museo lagunare con un progetto site specific dedicato alla città che lo ospita. Tra installazioni materiche e indagine sociale, Jimmie Durham ritrae le anime di un luogo unico, sotto ogni aspetto.

Jimmie Durham, Carnivalesque Shark in Venice, 2015, vetro, pelle, denti di piranha, carta pesta, pittura acrilica, 71 x 30 x 33,5 cm, photo by Francesco Allegretto
Jimmie Durham, Carnivalesque Shark in Venice, 2015, vetro, pelle, denti di piranha, carta pesta, pittura acrilica, 71 x 30 x 33,5 cm, photo by Francesco Allegretto

UN ARTISTA CHEROKEE E L’ARCHITETTURA DI CARLO SCARPA
Oggetti, lavoro, turismo. Sono queste le parole chiave attorno a cui Jimmie Durham (Washington, Arkansas, 1940; vive a Berlino e Napoli) ha scrupolosamente costruito la mostra ospitata dalla Fondazione Querini Stampalia, a cura di Chiara Bertola.
Da una sala all’altra del museo e negli ambienti disegnati da Carlo Scarpa, la vera forza motrice del progetto esplode a intermittenza, innervando le opere dell’artista cherokee, disseminate nei punti focali dello spazio. È l’energia di Venezia a sostenere l’esposizione, interpretata dallo sguardo di un suo profondo conoscitore e amante.

Jimmie Durham, Lapis Lazuli with Venetian red Glass, a Valve, Et Cetera, 2015, pietra, vetro, acciaio, ottone,13,5 x 13 x 30,2 cm, photo by Francesco Allegretto
Jimmie Durham, Lapis Lazuli with Venetian red Glass, a Valve, Et Cetera, 2015, pietra, vetro, acciaio, ottone, 13,5 x 13 x 30,2 cm, photo by Francesco Allegretto

LE CONTRADDIZIONI DEL TURISMO
La complessa personalità di un unicum come la città lagunare è il tema della lunga riflessione condotta da Durham, che ne dipana le trame identitarie dando voce ai suoi protagonisti: i lavoratori, i turisti e i materiali stessi di cui è fatta Venezia. Le pietre, l’acqua, i mattoni – pelle della città – compongono un mosaico organico che accoglie le azioni, per certi versi opposte, delle figure che scandiscono la vita del luogo.
Dal 2012 in poi, Durham ha percorso l’interno e l’esterno di Venezia, le sue calli, i suoi canali, la sua “periferia” marina, alla ricerca della voce dei lavoratori che, ogni giorno, riattivano una vitalità urbana sempre più in bilico. Attraverso le testimonianze di carpentieri, battiloro, maestri vetrai, ma anche di addetti alla ristorazione o alle mansioni amministrative, veneziani e immigrati, l’artista ha sondato i contraddittori legami tra chi lavora per la città e i turisti che la attraversano ogni giorno, cercando di accaparrarsi un souvenir made in Venice, per poi abbandonarla alla volta di nuove mete.
Eppure lavoratori autoctoni e fiumana turistica di passaggio – la stessa che affolla le discutibilissime grandi navi – concorrono al mantenimento dell’economia di una città sempre più totalizzante, perché, come nota l’artista, “a Venezia puoi occuparti solo di Venezia”.

Jimmie Durham, Vaguely Descriptive Smokey Glass with Steel Antlers, vetro, acciaio,  photo by Francesco Allegretto
Jimmie Durham, Vaguely Descriptive Smokey Glass with Steel Antlers, vetro, acciaio, photo by Francesco Allegretto

SCARTI VITALI
Ecco quindi che, per rispondere al rischio di una perdita identitaria nei meandri del mercato globale, Durham restituisce sostanza a Venezia e ai suoi lavoratori. Lo ha fatto letteralmente, realizzando una serie di oggetti ricavati dagli scarti delle produzioni artigianali, dalla città stessa, ma anche dall’industria turistica, riportando il discorso sul piano dell’autenticità.
Nascosti tra le sale del Museo ed esposti nell’area Scarpa, gli audaci assemblage di vetro e tubi idraulici, le pietre grezze abbandonate a terra o le commistioni tra metallo, carta e pittura affisse ai muri raccontano una storia innegabile. Quella di una città ancora viva grazie alla linfa di chi la sostiene, ma troppo spesso celata sotto un cumulo di maschere fisiche e metaforiche che ne confondono i tratti.

Arianna Testino

Venezia // fino al 20 settembre 2015
Jimmie Durham – Venice: Objects, Work and Tourism
a cura di Chiara Bertola
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Campo Santa Maria Formosa – Castello 5252
041 2711411
fondazione@querinistampalia.org
www.querinistampalia.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43974/jimmie-durham-venice-objects-work-and-tourism/

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.