Francesco Jodice a Venezia. In frammenti d’ineffabile inquietudine

Galleria Michela Rizzo, Venezia – fino al 31 luglio 2015. La fotografia come mezzo politico per un’indagine sociale. E il mondo descritto da Francesco Jodice si rivela per quel che è: non sull’orlo del baratro, ma già al suo interno.

Francesco Jodice, Dark room, 2015 - particolare
Francesco Jodice, Dark room, 2015 - particolare

L’ESTETICA DEL FRAMMENTO
Se le storie si possono raccontare attraverso frammenti, avulsi tra loro creando un effetto di straniamento, allora i Weird Tales di Francesco Jodice (Napoli, 1967; vive a Milano) sono storie a tutti gli effetti.
La mostra si articola con alcune fotografie, un video, anch’esso prodotto dal montaggio di testimonianze di Paesi totalmente diversi, un’installazione di pagine di giornale e una pubblicazione in formato quotidiano che riporta un dialogo fra l’artista e il curatore, con annesse pubblicità da boom economico americano Anni Sessanta. Piccoli frammenti che diventano già memoria, chiavi di lettura per diradare la nebbia dell’indifferenza verso il degrado e l’offuscamento anche culturale dei giorni nostri.

Francesco Jodice, Dark room, 2015 - particolare
Francesco Jodice, Dark room, 2015 – particolare

TUTTO IL MONDO È PAESE
Le fotografie come iperboli dell’artificio sono le prime che incontriamo: un cielo stellato è in realtà un soffitto a led, i mostri marini preistorici così scientificamente riprodotti sono il risultato di un ologramma e la piccola bottiglia di plastica lasciata per terra ci ricorda inesorabilmente chi siamo.
La vita stessa ritratta dall’artista a Tokyo, Dubai, San Paolo e Alicante nelle fotografie documentali, per quanto vera è anche ricca di paradossi e incongruenze. La Dark room che troviamo nel percorso espositivo dopo un bianco essenziale è un passaggio obbligato alla ricerca di parole dai quotidiani italiani che emergono dal nero assoluto della china.

Francesco Jodice, At the end of the world, New York, 2011
Francesco Jodice, At the end of the world, New York, 2011

SULL’ORLO DEL BARATRO
Come un ricercatore, l’artista reinventa la documentazione di una società il cui l’equilibrio economico globale sembra compromesso per sempre e lancia un avvertimento: siamo di fronte a un cambiamento di tipo epocale, ai margini di un futuro già presente. Di fronte al mito della terra incontaminata pone la solitudine degli uomini nelle grandi città, racconta sia il sublime che il desolato misero mondo “di sotto”.
I suoi racconti antropologici hanno l’intento d’indagare le criticità dell’uomo nel proprio contesto sociale e nel rapporto con la natura. Il principio è di mettere in discussione questi meccanismi per creare un sovvertimento, senza un intento di risoluzione, e attraverso una lucida analisi rendere così partecipi gli spettatori. Coinvolti in modo diametralmente divergente nella medesima rappresentazione dell’uomo, questi vivono una piccola sensazione di vertigine: le fragilità, le incongruenze e quindi il bisogno di sicurezza vengono messe a nudo e in maniera ineffabile ci suggeriscono che l’uomo si trova già sull’orlo di un baratro.

Antonella Potente

Venezia // fino al 31 luglio 2015
Francesco Jodice – Weird Tales
a cura di Alfredo Cramerotti
MICHELA RIZZO
Giudecca 800q
041 2413006
[email protected]
www.galleriamichelarizzo.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44437/francesco-jodice-weird-tales-strane-storie/

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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.