Poker d’assi alla Galleria Continua. Con Kapoor, Kounellis, Pistoletto e Serse

Galleria Continua, San Gimignano – fino al 5 settembre 2015. Controcorrente rispetto al trend dominante nel Belpaese, la Continua richiama il pubblico dei grandi eventi a San Gimignano con un’esposizione di appeal internazionale. Serse presenta la propria personale “Esperienza del paesaggio”, ma sono i big Kapoor, Kounellis, Pistoletto a fare da asso pigliatutto.

Jannis Kounellis, Senza Titolo, 2015 - Courtesy the artist and Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Les Moulins - photo Ela Bialkowska, Okno Studio
Jannis Kounellis, Senza Titolo, 2015 - Courtesy the artist and Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Les Moulins - photo Ela Bialkowska, Okno Studio

All’Arco de’ Becci si trova un’installazione di un esordiente per la Galleria Continua: è Jannis Kounellis (Atene, 1936; vive a Roma), con un quintale di ferro che appare minacciato dall’incombere di una grossa trave in legno. I materiali artistici non rappresentano più niente ma si presentano per se stessi. Ora balzano in primo piano in una rivelazione fenomenologica che sembra riprendere il vecchio adagio husserliano: alle cose stesse. Toglierci gli occhiali dell’esperienza abituale e ordinaria delle cose e delle materie, coglierli per la prima volta per se stessi. Questa esperienza autentica dei materiali farebbe da premessa per una ritrovata consapevolezza della Storia e per la ripresa delle forme migliori e più efficaci dell’impegno civile.
In sintonia con queste premesse si pongono senza dubbio i primissimi quadri di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) che promossero con forza, per i compagni dell’Arte Povera, un incontro fra arte e società. Almeno inizialmente, Pistoletto si poneva alla ricerca di speciali contenuti o soggetti, assegnando ancora alla pittura la sua tradizionale funzione rappresentativa. Tele interessantissime come La folla, del 1959, o La folla in grata, dell’anno precedente, testimoniano l’attenzione curiosa e mobile verso la vita metropolitana con le sue tensioni, il disagio espresso in toni angoscianti, mentre la scelta di registro era quella più avvolgente e onnicomprensiva del campo ravvicinato, il taglio incurante di notazioni paesistiche o degli orizzonti, che trae ispirazione dai linguaggi del cinema e della fotografia contemporanee.

Michelangelo Pistoletto - Prima dello specchio - veduta della mostra presso la Galleria Continua, San Gimignano 2015 - photo Ela Bialkowska, Okno Studio
Michelangelo Pistoletto – Prima dello specchio – veduta della mostra presso la Galleria Continua, San Gimignano 2015 – photo Ela Bialkowska, Okno Studio

La realtà entra come tema nel quadro in senso ancora tutto sommato tradizionale, la tecnica pittorica però rompe col passato e accorcia le distanze, determinando un cortocircuito virtuoso tra la folla, presumibilmente esterna, estranea e disinteressata al fatto artistico, e l’esser catturata da parte di quest’ultima in una presa vorace e fagocitante. La folla è ingrata, ma anche in grata nel senso che è schizzata vicinissimo e costretta, si potrebbe dire di peso, al primissimo piano. Un’attenzione nuova verso la dinamica sociale, verso gli episodi del mondo d’oggi, la scoperta dell’attualità, e la consapevole volontà di tematizzare le forti pressioni dal basso in una Torino prossima al collasso in quei difficili primi Anni Sessanta – a un passo dall’esplosione del periodo della contestazione –, furono pretesti, occasioni su cui riflettere, o, come si usava dire, urgenze nella città.
Toccante il racconto autografo dell’artista: fu grazie all’esperienza drammatica e decisiva delle tele di Bacon che questo essere isolato, l’uomo, venne schiacciato contro lo schermo del quadro, con il testone in primo piano, soffocato da una pasta appiccicosa che si trovava dappertutto, ma che specialmente si raggrumava nei fondi oro o metallici costellati di buchi e piccoli crateri che ricordano la spazialità traboccante di Lucio Fontana, ed esibiscono qualità riflettenti che preludono allo specchio. Alla pratica manuale della pittura su tela andava sostituendosi la superficie dello specchio come supporto artistico privilegiato, col ché la società entrò dentro al quadro come mai era stato fatto prima. In un gesto dirompente, scomparve l’ego personale dell’artista.

Anish Kapoor, Endless Column, 1992 - Courtesy the artist and Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Les Moulins - photo Ela Bialkowska, Okno Studio
Anish Kapoor, Endless Column, 1992 – Courtesy the artist and Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Les Moulins – photo Ela Bialkowska, Okno Studio

In questa grande carrellata vero leitmotiv sono le materie plastiche a discapito delle grandi narrazioni. Anish Kapoor (Mumbai, 1954) ordina di sollevare le tavole del parquet in platea, facendo spazio a una voragine, un buco profondissimo, una sorta di incessante ingoio attivato da un motore. I materiali si spogliano d’intenzioni contenutistiche forti dell’approccio minimalistico del grande scultore, il quale sembra ricordarci che la genesi è un parto, l’elemento organico è dappertutto. Ora la carne si strappa, si snerva fino a ulcerarsi, fondendosi e confondendosi con la natura pastosa dell’alabastro, la cui trasparenza contraddice la sua natura di solido, che presto cede aprendosi in un’asola. Una nuova cavità si rinviene nei tessuti lacerati, e la chiazza color sangue allude ad altrettante bistecche o pezzi di carne fuoriusciti dalle tele di Bacon. Qui, come in Kounellis e Pistoletto, emerge il vero protagonismo dei materiali della scultura.

Francesca Alix Nicoli

San Gimignano // fino al 5 settembre 2015
Anish Kapoor – Descension
Jannis Kounellis
Michelangelo Pistoletto – Prima dello specchio
Serse – L’esperienza del paesaggio
GALLERIA CONTINUA
Via del Castello 11 / Via Arco dei Becci 1
0577 943134
[email protected]
www.galleriacontinua.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44540/kapoor-kounellis-pistoletto-serse/

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Francesca Alix Nicoli
Dopo gli studi classici Francesca Alix Nicoli si laurea in Storia della Filosofia e, di seguito, in Storia e Metodologia della Critica d’Arte. Le sue prime pubblicazioni vertono sul pensiero filosofico di David Hume nella produzione storiografica più recente, ed escono su riviste specialistiche universitarie. Nel 2004 dà alle stampe il primo libro di critica d’arte su “Le giuste premonizioni di Fausto Melotti”. Interrompe gli impegni universitari come assistente di cattedra di storia della filosofia all’Università degli Studi di Bologna e fa rientro a Carrara per prendere in mano la direzione dell’azienda di famiglia, gli Studi di Scultura Nicoli che operano dal 1835 in campo internazionale. Da allora opera con i maggiori artisti contemporanei come production manager. Suoi saggi specialistici sono apparsi in cataloghi e volumi collettanei di arte contemporanea ed approfondimento critico, ed è collaboratrice di numerose riviste di settore e magazines, fra le quali Flash Art, Arte e Critica, Artribune, Segno. Presso Mimesis Editore nella collana Eterotopie è in corso di stampa il suo secondo libro “Giù le mani dalla modernità” la cui uscita è prevista per il settembre 2012.