Poco fascino e per nulla mito. Su una mostra alla Villa Reale di Monza

Villa Reale, Monza – fino al 6 settembre 2015. Un’altra megamostra pensata per Expo. Questa volta la location è Monza mentre l’intento è il solito: approfittare dei milioni di visitatori in arrivo a Milano.

Claude Lorrain, Porto Villa Medici - Firenze, Galleria degli Uffizi
Claude Lorrain, Porto Villa Medici - Firenze, Galleria degli Uffizi

SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE
La mobilitazione generale per Expo coinvolge anche Monza con l’appena restaurata Villa Reale, che dal 23 aprile ospita una mostra che ambisce a essere di grande richiamo per i milioni visitatori di tutto il mondo che si dovrebbero riversare nel capoluogo lombardo.
Fascino e Mito dell’Italia dal Cinquecento al Contemporaneo appare già dal titolo come un’esposizione piuttosto ammiccante, quasi una trasposizione del sito VeryBello in una mostra.

UN MILIONE DI EURO, METÀ DEGLI ARTISTI E UN ALLESTIMENTO…
Al di là della banalità di un titolo, senza dubbio poco riuscito, la mostra si proponeva come obiettivo quello di creare delle linee guida nella storia dell’arte in cui emergessero le influenze più significative dell’Italia e dell’arte italiana sugli artisti stranieri. Infatti in mostra sono presenti in maniera decisamente preponderante opere di artisti stranieri, che in modo o nell’altro dovrebbero esplicare le intenzioni che hanno dato vita a questa esposizione.
Fascino e Mito dell’Italia annovera una sfilza piuttosto ampia di prestiti stranieri, anche se in mostra sono arrivate solo la metà delle opere inizialmente selezionate nonostante l’abbondante milione di euro messo a disposizione per metà da Regione Lombardia e per l’altra metà da Skira e Cultura Domani.
Quello che sorprende di più è certamente un allestimento profano nei confronti di Villa Reale, che avrebbe fatto da cornice ideale per la maggior parte delle opere presenti, quasi a creare un site specific per opere che filologicamente si sarebbero adagiate perfettamente sulle pareti damascate delle sale. E invece si è optato per dei pannelli bianchi piuttosto goffi.

Claude Lorrain, Porto Villa Medici - Firenze, Galleria degli Uffizi
Claude Lorrain, Porto Villa Medici – Firenze, Galleria degli Uffizi

L’ITINERARIO
La mostra inizia con due copie, neanche tanto belle, della Venere dei Medici e dell’Apollo del Belvedere, per poi passare alla sezione piuttosto piccola del Cinquecento, dove il richiamo all’Italia appare piuttosto vago, come del resto sarà per la maggior parte della mostra.
Arriva così la più ampia sezione dedicata al Sei e Settecento, inframmezzata da numerose sottosezioni, alcune composte da solo due opere. Qui l’unico appiglio all’influenza dell’arte italiana sono tre opere spudoratamente caravaggesche. Per il resto, si susseguono delle opere anche notevoli di Rubens, Lorrain, van Wittel e Meng ma che poco a che fare hanno con l’Italia, se non per il soggetto.

Fascino e Mito dell’Italia - veduta dell'allestimento presso Villa Reale, Monza 2015
Fascino e Mito dell’Italia – veduta dell’allestimento presso Villa Reale, Monza 2015

NOVECENTO ANEDDOTICO
Il discorso rimane lo stesso per la sezione che va dal Neoclassicismo al Simbolismo, mentre cambia decisamente per la sezione che prende in considerazione l’arte dal Novecento fino al Duemila, dove l’Italia diventa protagonista come fonte di modelli e ispirazione, anche se a volte in maniera un po’ aneddotica.
Qui le sottosezioni sono ben strutturate: viene mostrata l’influenza di Michelangelo, in particolare delle tombe medicee su artisti come Rodin, Picasso, Dalí, Moore e Matisse. Viene mostrato il rinnovato interesse dell’arte classica, e lo stupore di Yves Klein nei riguardi del blu di Giotto. Oppure, a chiudere la mostra, l’opera di Anselm Kiefer che cita D’Annunzio.
Fascino e Mito dell’Italia appare come una mostra piuttosto blanda, che probabilmente farà migliaia di visitatori, ma che è lontana dal rappresentare quello che è stato il nostro Paese come fonte e modello in ambito artistico, e non solo.

Dario Moalli

Monza // fino al 6 settembre 2015
Fascino e Mito dell’Italia dal Cinquecento al Contemporaneo
Catalogo Skira
VILLA REALE
Viale Brianza 1
199 151140
[email protected]
www.fascinoemito.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44142/il-fascino-e-il-mito-dellitalia/

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Dario Moalli
Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello della musica, recentemente ha collaborato con deerwaves.com e con mescalina.it.