Una conversazione multilingua. A Roma

Fondazione Memmo, Roma – fino al 4 giugno 2015. Marcello Smarrelli mette insieme dodici artisti dai quattro angoli del globo. E li fa conversare a Palazzo Ruspoli.

Conversation Piece. Part 1 - Calixto Ramirez
Conversation Piece. Part 1 - Calixto Ramirez

Dodici artisti provenienti da tutto il mondo “conversano” in una collettiva che ha come obiettivo quello di fare il punto della situazione sull’arte contemporanea partendo da Roma, universo fervido che ha ispirato artisti e poeti in ogni epoca. Il titolo stesso della collettiva, Conversation Piece, lascia pensare a un interscambio articolato di idee. Una conversazione che però – proprio perché tale – presuppone un atteggiamento intimo, colloquiale, familiare.
Non a caso un riferimento palese richiama alla memoria il celebre film di Luchino Visconti del 1974, Gruppo di famiglia in un interno. Qui il celebre regista, al suo penultimo film, ritorna a confrontarsi con il tema della contemporaneità. E l’analisi finale lascia sconcertati: nessuno ne esce vincitore, né i vecchi né i giovani. Un richiamo che sa di premonizione, un messaggio che come filo rosso unisce il film alla collettiva. Ma c’è un riferimento anche alla più lontana corrente pittorica nata nei Paesi Bassi, molto in voga in Inghilterra tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, per raccontare come nel contesto “familiare” romano dominano oggi le accademie e gli istituti di cultura stranieri che hanno apportato un notevole contributo alla circolazione delle nuove leve che sempre più frequentemente hanno scelto la Capitale come meta per completare la loro formazione artistica.

Conversation Piece. Part 1 - Eddie Peake
Conversation Piece. Part 1 – Eddie Peake

Crogiolo di ispirazioni multiformi, Roma ha sempre potuto contare sull’apporto allogeno sia nell’architettura che nell’arte, sia nella cultura che nel modus vivendi. Gli artisti in mostra hanno espresso in differenti maniere il concetto di pluralismo, apportando il loro personale contributo intriso di vissuto individuale, spettro di una formazione globale assai variegata. Ognuno ha gestito lo spazio rappresentandosi in una dislocazione spazio-temporale elaborata per catapultarsi dalla loro dimensione abituale alla “nostra” dimensione romana, sublimandola a forma d’arte.
Così i neon blu di Su-Mei Tse connotano lo spazio trasfondendo spiritualismo orientale, mentre le sagome colorate di Eddie Peake infondono la sua più nota leggerezza e spazialità. Fino ad arrivare a quella che può essere considerata a pieno titolo l’apoteosi del ritorno, molto ben esemplificata dall’opera di Calixto Ramirez, Casa Dolce Casa. Come quando, ritornando a casa, è tutto uguale. Gli stessi odori, le stesse sensazioni, le stesse cose: l’unico a essere cambiato sei tu.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 4 giugno 2015
Conversation Piece – Part 1
a cura di Marcello Smarrelli
artisti: Francesca Grilli, Josephine Halvorson, Rowena Harris, Isabell Heimerdinger, Thomas Hutton, Corin Hewitt, Tobias Kaspar, Jonathan Monk, Anna-Bella Papp, Eddie Peake, Calixto Ramírez, Su-Mei Tse
PALAZZO RUSPOLI – FONDAZIONE MEMMO
Via di Fontanella Borghese 56b
06 68136598

[email protected]
www.fondazionememmo.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41930/conversation-piece-part-1/

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.