Luigi Presicce e i gesti che generano incantamento

Otto Gallery, Bologna – fino al 23 maggio 2015. Il performer-sciamano Luigi Presicce riappare a Bologna. Con una personale che ripercorre gli stadi che hanno plasmato il suo linguaggio chimerico.

Luigi Presicce, La donazione della Cappella, 2010, performance per soli due spettatori. Abitazione privata, Milano
Luigi Presicce, La donazione della Cappella, 2010, performance per soli due spettatori. Abitazione privata, Milano

Il misticismo di riti passati, la sacralità di un istante che si scinde in più momenti, maschere che fanno del volto un richiamo massonico. Luigi Presicce (Lecce, 1976) è il contemporaneo che dal contemporaneo rifugge. Sebbene deponga la formazione pittorica a favore della performance, l’uso del suo corpo riecheggia l’ombra dei grandi del passato, l’impronta giottesca si innesta su uno sfondo moderno, confondendosi con lo spirito del folclore salentino, unendo il sacro al profano, il rito all’enigma. L’artista diventa personaggio, sacerdote di una cerimonia contorta, la cui assenza di logica genera una religione sconosciuta dettata dalla spontaneità. Questo intruglio magico non può che suscitare estasi, incantamento, e Per incantamento è il titolo che la Otto Gallery assegna a un’attenta selezione di scatti, intenti a eternare momenti di dieci performance diverse realizzate tra il 2010 e il 2014. A completare la personale sull’artista salentino, un dipinto su tela di lino e il video di una performance al Macro di Roma.

Benedetta Schiavi

Bologna // fino al 23 maggio 2015
Luigi Presicce – Per incantamento
OTTO GALLERY
Via D’Azeglio 55
051 6449845
[email protected]
www.otto-gallery.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43116/luigi-presicce-per-incantamento/

CONDIVIDI
Benedetta Schiavi
Classe 1988, Benedetta Schiavi nasce e vive attualmente a Bologna. Il sogno di diventare curatrice la spinge a studiare Storia dell'arte all'Università di Bologna e in seguito a specializzarsi in Economia e gestione dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Durante gli studi collabora per Arte Fiera, dove segue la realizzazione della mostra “Storie Italiane”. Terminata l'università, ansiosa di mettersi in gioco, scappa (se così si può dire) a Londra, dove vive per quasi un anno facendosi le ossa nella galleria d'arte Vitrine. Amante dell'arte, del cinema e di tutto ciò che è bello e opinabile, si diverte a mettere in discussione qualsiasi parere e a osservare incostantemente ogni fatto da differenti prospettive.