Le muffe, da Alberto Burri a Davide D’Elia. A Todi

Galleria Bibo’s Place, Todi – fino al 28 luglio 2015. Nel solco del confronto generazionale, linea scelta come elemento distintivo dell’attività espositiva della galleria, l’uso artistico della muffa fa incontrare il maestro Alberto Burri e il giovane Davide D’Elia. Incarnando la duplice anima del binomio Bi (Bizzarri) e Bo (Boetti). Ce lo hanno spiegato insieme l’artista e i due galleristi.

Alberto Burri, Muffa, 1951 - Olio e pietra pomice su tela, cm 54x81
Alberto Burri, Muffa, 1951 - Olio e pietra pomice su tela, cm 54x81

Il centenario di Alberto Burri (Città di Castello, 1915 – Nizza, 1995) cade come l’occasione giusta per presentare questa mostra, già da tempo nei progetti di Bibo’s Place: lo studio umbro fa alternare i lavori dell’ultimo decennio di Davide D’Elia (Cava dei Tirreni, 1973; vive a Londra e Roma), realizzate con una personale tecnica di trattamento delle muffe, con opere di Alberto Burri, tra cui una Muffa del 1951 ottenuta con colore a olio e pietra pomice, chiave di volta del percorso espositivo.
Burri è un punto cardine di ogni artista. Io sono sempre stato legato all’Informale, ma ho cercato di imboccare altre vie, lasciando che la materia prendesse il sopravvento su quello che cercavo di circoscrivere”, spiega D’Elia in una conversazione a tre voci, assieme ai due galleristi Andrea Bizzarro e Matteo Boetti, raccolta in occasione del vernissage. “Mi sono distaccato dall’azione della natura, ho fatto in modo che la natura mi sorprendesse. Invece Burri la veicolava nelle forme che lui voleva. Io accompagno la natura, Burri la plasmava”.

Davide D’Elia, Tiepido Cool, 2014 - Vernice antivegetativa su specchio d’epoca, passe-partout di stoffa, cornice antivegetativa
Davide D’Elia, Tiepido Cool, 2014 – Vernice antivegetativa su specchio d’epoca, passe-partout di stoffa, cornice antivegetativa

Di D’Elia, la mostra presenta un excursus di riflessioni sulla proliferazione delle muffe, espressione cieca della natura che si evolve nel tempo, e sull’azione che l’artista, componente umana e quindi razionale, esercita su di esse attraverso strumenti di controllo come cornici, carta millimetrata, pittura antivegetativa. È quest’ultima vernice di uso tecnico, dal tipico colore azzurro, a dare il colpo d’occhio maggiore e a definire la cifra estetica dell’attuale vissuto artistico di D’Elia. In opere come Tiepido cool, emerge la volontà di interpretare l’ineffabile attimo di equilibrio e coabitazione tra vegetativo e antivegetativo, vita e morte, organico e inorganico, caldo e freddo, “il momento cool di quando queste due cose si incontrano e danno una sensazione estetica appagante”.

Alberto Burri, Muffa, 1951 - Olio e pietra pomice su tela, cm 54x81
Alberto Burri, Muffa, 1951 – Olio e pietra pomice su tela, cm 54×81

Andrea Bizzarro racconta di aver incontrato, assieme a Matteo Boetti, il lavoro di D’Elia su una parete del Maxxi nel 2013, restandone entrambi impressionati (era Louise, meditazione sull’azione del tempo); secondo le sue parole, D’Elia “ha interagito con la linea curatoriale della galleria, che si pone in termini dialettici tra storico e sperimentale. È chiaro che la muffa di Davide non è la muffa di Burri, però c’è qualcosa nella memoria che rimane. Io mi sono sempre interessato di artisti storici come Burri, mentre Matteo si è sempre occupato di artisti giovani come D’Elia”.
A tale proposito, Boetti precisa: “Quello che sarebbe potuto essere un limite, un potenziale motivo di incomprensione, siamo riusciti a farlo diventare una peculiarità: in Italia non ci sono altre gallerie che hanno questa formula espositiva e questo rigore nel far reggere visivamente il giovane con il maestro storico”. È Davide D’Elia a porre fine alla conversazione con una battuta: “Quindi si può dire che Bi è la muffa, e Bo è l’antivegetativo”.

Valeria Carnevali

Todi // fino al 28 luglio 2015
Alberto Burri / Davide D’Elia – Cretti Fuochi Muffe
BIBO’S PLACE
Piazza Garibaldi 7
0753 721507
[email protected]  
www.bibosplace.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42900/alberto-burri-davide-delia-cretti-fuochi-muffe/

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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano (Ancona) nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione continuando a occuparsi di arte e cultura del contemporaneo. Nel 2011 frequenta l’educational The Next Stop 3 presso il MAXXI di Roma. È attualmente insegnante e curatore artistico.