Il Sudafrica a Pavia. Dalla Johannesburg Art Gallery al Castello Visconteo

Castello Visconteo, Pavia – fino al 19 luglio 2015. Una bella mostra porta una selezione di opere della Johannesburg Art Gallery al castello pavese. Da inglesi e francesi dell’Ottocento ai maestri del contemporaneo, con un’appendice sugli artisti sudafricani.

Roy Lichtenstein, Crack, 1964 - Johannesburg Art Gallery - ©Estate of Roy Lichtenstein
Roy Lichtenstein, Crack, 1964 - Johannesburg Art Gallery - ©Estate of Roy Lichtenstein

Il sottotitolo Da Degas a Picasso non deve trarre in inganno: la mostra Capolavori dalla Johannesburg Art Gallery non è l’ennesima mostra-specchietto per le allodole che propone lavori minori di grandi nomi. È invece una rassegna ricca di opere di pregio e ben costruita, che porta a Pavia un campione della collezione del museo sudafricano e racconta una storia di collezionismo.
Fondata nel 1910, la Johannesburg Art Gallery vide la luce grazie a Florence Phillips (moglie del magnate Lionel Phillips) che costituì con la consulenza di Hugh Lane una collezione d’arte europea destinata alla creazione del museo. La storia non manca di spunti romanzeschi: Lady Phillips che vende un diamante per iniziare la raccolta, Lane che muore in mare nel 1915…
E la collezione è di grande pregio, come si intuisce dalla selezione in mostra a Pavia. All’ingresso, la figura di Lady Phillips è evocata da un ritratto che le fece nel 1909 Antonio Mancini; subito dopo ci si tuffa nell’Ottocento inglese con opere minori ma bellissime di Rossetti, Turner (un acquerello del 1817), Alma-Tadema (rappresentato da La morte del primogenito del 1858, suggestivo esempio di slancio avanguardista pur all’interno della pittura di genere e orientalista).

Roy Lichtenstein, Crack, 1964 - Johannesburg Art Gallery - ©Estate of Roy Lichtenstein
Roy Lichtenstein, Crack, 1964 – Johannesburg Art Gallery – ©Estate of Roy Lichtenstein

E si passa poi in Francia, con la sezione Prima e dopo l’Impressionismo. Il pezzo forte è il Courbet del 1869, La scogliera di Etretat, trattamento oscuro, asciutto e tagliente di un soggetto che ricorrerà in forma parzialmente edulcorata nelle tele degli impressionisti. Attorno a quest’opera sfilano un piccolo Corot, un bel Signac del 1912, un pastello di Degas. E anche nel caso di opere minori o di incisioni, l’interesse non scema: di Cézanne ad esempio viene proposta una litografia del 1898, I bagnanti, maliziosa nel contenuto e nella forma, in cui sembra di vedere formarsi le geometrie che caratterizzano l’opera del pittore.
Il primo Novecento francese è rappresentato da belle opere di Vuillard, Derain, Bonnard, preludio serrato e austero alle esplosioni del contemporaneo. Che in mostra irrompe con un colpo d’occhio che riunisce uno straordinario autoritratto di Picasso in veste di anziano satiro, Beuys ritratto da Warhol e un piccolo, prezioso Bacon del 1969. Per proseguire con autori come Lichtenstein e Kenneth Noland.
L’ultima sezione, poi, è una piacevole sorpresa, dedicata alle opere di artisti sudafricani acquisite dal museo (con ritardo, data la situazione sociale). Qui si scopre, come accadde nelle mostre sull’India qualche anno fa, che anche il Sudafrica ha un suo Modernismo, per quanto declinato in forma personale dagli artisti. Tra gli altri lavori in mostra, il bellissimo Ritratto di Kalie (1925) di Maggie Laubser, con intrecci di disegno e colore in anticipo sui tempi, razionali ed emozionanti allo stesso tempo.

Stefano Castelli

Pavia // fino al 19 luglio 2015
Capolavori dalla Johannesburg Art Gallery
Catalogo Skira
CASTELLO VISCONTEO
Viale XI febbraio 35
0382 33676
[email protected]
www.scuderiepavia.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43143/capolavori-della-johannesburg-art-gallery-da-degas-a-picasso/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.
  • artisnecessary

    “Il sottotitolo Da Degas a Picasso non deve trarre in inganno: la mostra Capolavori dalla Johannesburg Art Gallery non è l’ennesima mostra-specchietto per le allodole che propone lavori minori di grandi nomi”. L;’incipit dell’articolo denota una certa coda di paglia. In realtà proprio di specchietto per le allodole si tratta: di Degas c’è solo una piccola tela a pastello, di Picasso tre disegni. Se si ha voglia e possibilità di spendere 12 euro per una mostra mediocre in uno spazio espositivo ridotto e soffocante, ne può valere la pena per la scogliera di Courbet e per alcune opere di Vuillard.